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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19645/2026 del 28/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso per cassazione lamentava la violazione e l'erroneo calcolo del termine di prescrizione da parte della Corte d'appello, sostenendo che la corte territoriale aveva omesso di applicare la sospensione del corso della prescrizione prevista dall'art. 159 cod. pen. nel testo introdotto dalla legge n. 103/2017. L'evento criminoso contestato è l'evasione commessa il 15 luglio 2018: il Procuratore Generale ha dedotto che, trattandosi di reato commesso nel periodo di vigenza della legge n. 103/2017 (dal 3 agosto 2017 al 31 dicembre 2019), la sospensione si applica ratione temporis e posticipa la maturazione della prescrizione fino al 15/07/2027, rendendo quindi prematura la declaratoria di estinzione per prescrizione pronunciata dalla Corte d'appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto fondato l'errore di diritto della Corte d'appello che non aveva considerato la sospensione prevista dalla legge n. 103/2017. Richiamando il principio di diritto delle Sezioni Unite (Sez. U. n. 20989/2024, dep. 2025), la Corte ha affermato che la disciplina di sospensione di cui all'art. 159 c.p. si applica ai reati commessi nel periodo di vigenza della legge 103/2017 e non è stata abrogata con efficacia retroattiva dalle successive leggi. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria; la prescrizione, secondo la Corte di Cassazione, maturerà il 15/7/2027.

Norme richiamate

  • artt. 157, 158, 159, 160 e 161 cod. pen.

    La Cassazione ha ritenuto che la corretta interpretazione e applicazione delle norme sulla prescrizione richiedeva l'applicazione della sospensione prevista dall'art. 159 nella versione introdotta dalla legge n. 103/2017 per i reati commessi nel periodo di vigenza della legge stessa.

  • legge n. 103 del 2017

    La sospensione del corso della prescrizione prevista da tale legge si applica ratione temporis ai reati commessi dal 3/8/2017 al 31/12/2019; non è stata considerata abrogata retroattivamente dalle norme successive.

  • legge 9 gennaio 2019, n. 3

    La Corte osserva che tale legge non ha abrogato con effetto retroattivo la disciplina di sospensione introdotta dalla legge n. 103/2017.

  • legge 27 novembre 2021, n. 134 (e legge n. 134 del 2021)

    La Corte segnala che la legge n. 134/2021 ha posto un nuovo assetto della prescrizione applicabile ai reati commessi dal 1/1/2020, ma non incide retroattivamente sui reati commessi nel periodo 3/8/2017–31/12/2019.

  • Sez. U., n. 20989 del 12/12/2024, dep. 2025 (Polichetti, Rv. 288175)

    Giurisprudenza delle Sezioni Unite richiamata come principio di diritto: conferma che la sospensione prevista dall'art. 159 c.p. (legge 103/2017) si applica ai reati commessi nel periodo di vigenza della norma e non è stata abrogata retroattivamente dalle leggi successive; per i reati dal 1/1/2020 si applica la disciplina introdotta dalla legge n. 134/2021.

Massime di principio

  • Per determinare la prescrizione bisogna prima stabilire la data del fatto: la disciplina applicabile dipende dal periodo temporale in cui il reato è stato commesso.
  • La sospensione del termine di prescrizione introdotta dalla legge n. 103/2017 si applica ai reati commessi tra il 3/8/2017 e il 31/12/2019; non va esclusa in ragione di successive riforme salvo chiara efficacia retroattiva.
  • Per i reati commessi dal 1/1/2020 si applica la disciplina prevista dalla legge n. 134/2021, diversa da quella della legge 103/2017.
  • Se la corte territoriale omette di computare sospensioni previste dalla legge, la sentenza che dichiara l'estinzione per prescrizione può essere annullata dalla Cassazione e rinviata per nuovo giudizio.
  • In calcoli di prescrizione occorre verificare eventuali sospensioni, interruzioni e la loro durata concreta per fissare la nuova data di maturazione del termine estintivo.
  • Richiamare la giurisprudenza delle Sezioni Unite è utile nei casi in cui la disciplina legislativa sia stata oggetto di successivi interventi normativi; essa chiarisce quale regime temporale è applicabile.

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