Cassazione Penale, Sentenza n. 30801/2022 del 09/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano per: 1) mancata riqualificazione del fatto ai sensi dell'art.635 c.p.; 2) mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità (art.62 n.4 c.p.), sostenendo che i beni non fossero più nella proprietà della persona offesa e che il danno alla recinzione fosse irrisorio; 3) esclusione del recesso operoso e della desistenza volontaria (art.56 c.3 e c.4 c.p.), affermando che avevano volontariamente interrotto l'azione delittuosa; 4) mancata conversione della pena detentiva in sanzione sostitutiva ai sensi dell'art.53 L.689/81.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili come generici e manifestamente infondati. Ha ritenuto che la motivazione della sentenza impugnata fosse logica, coerente e completa; ha confermato la qualificazione del fatto come tentato furto aggravato e la valutazione sul valore dei beni e sui danni, escludendo la circostanza attenuante per tenuità del danno. Ha escluso il recesso e la desistenza perché l'interruzione dell'azione delittuosa è derivata dall'intervento della persona offesa che ha chiamato le forze dell'ordine e non da una libera decisione degli imputati. Ha inoltre ritenuto legittimo il diniego di conversione della pena per la particolare gravità della condotta e i precedenti. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila ciascuno in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Le ipotesi di recesso operoso e desistenza volontaria non sono riconosciute se l'interruzione dell'azione criminosa è dovuta all'intervento esterno (es. persona offesa che chiama le forze dell'ordine) e non a una libera e volontaria rinuncia al proposito criminoso
art.99 cod.pen. (comma 4 e comma 3)
Il giudice ha applicato le recidive indicate per aumentare la pena in relazione ai precedenti degli imputati; la recidiva costituisce circostanza ostativa rispetto ad attenuazioni e conversioni
La richiesta di riqualificazione in furto semplice è stata rigettata in quanto i giudici di merito avevano logicamente ricostruito un tentativo di impossessamento (scasso e avanzamento dell'azione), ostacolato da intervento esterno
La circostanza attenuante per danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio lievissimo; il giudice ha escluso l'attenuante considerando non trascurabile il valore dei beni e gli effetti pregiudizievoli subiti dalla persona offesa
art.53 L.689/81
La conversione della pena detentiva in sanzioni sostitutive è rimessa a un potere discrezionale del giudice che può essere negato in presenza di particolare gravità della condotta e precedenti; tale diniego, se motivato, è legittimo
Massime di principio
- In Cassazione non si riesaminano i fatti se la decisione di merito è sorretta da motivazione logica e coerente; ricorsi che ripropongono una diversa lettura dei fatti sono spesso dichiarati inammissibili
- Il recesso operoso e la desistenza volontaria non si riconoscono quando l'interruzione dell'azione è dovuta a fattori esterni (es. scoperta e intervento della persona offesa), non alla volontaria rinuncia del reo
- La circostanza attenuante per speciale tenuità del danno richiede un danno praticamente irrilevante nel valore e nelle conseguenze: valutazioni sul valore dei beni e sui danni materiali possono escluderla
- La conversione della pena è misura discrezionale: gravità della condotta e precedenti possono giustificare il diniego; errori formali nella motivazione non rilevano se il giudizio di merito ha comunque esercitato correttamente la discrezionalità
- Nei ricorsi è fondamentale confrontarsi direttamente e specificamente con la motivazione della sentenza impugnata; argomentazioni generiche o la semplice riproposizione degli argomenti di merito sono insufficienti
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