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Sentenza

Sentenza n. 1181/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento dell'illegittimità e conseguente annullamento del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata dal Sig. Dawood Mohammad Fawad presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan ;

Giustizia amministrativa202513835

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per studio universitario

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio formatosi sull'istanza presentata presso l'Ambasciata italiana di Islamabad per l'attivazione del procedimento volto al rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio universitario. Nel corso del giudizio, il Ministero ha documentato che la competente sede diplomatica aveva fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, chiedendo la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese. Il ricorrente ha aderito alla richiesta di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per cessazione della materia del contendere, insistendo tuttavia per la rifusione delle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che l'intervenuta fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto integrassero il soddisfacimento della pretesa azionata. La decisione è stata fondata sul combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate in considerazione del comportamento operoso dell'amministrazione; tuttavia, il contributo unificato versato dal ricorrente è stato posto a carico dell'amministrazione resistente, con obbligo di restituzione alla parte ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Il ricorrente ha agito ai sensi dell’art. 117 c.p.a. avverso il silenzio formatosi sull’istanza di attivazione del procedimento volto al rilascio di un visto di ingresso per studio universitario.

    La norma è stata utilizzata quale base processuale per il ricorso contro il silenzio dell'amministrazione.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    integra il soddisfacimento della pretesa fatta valere in giudizio, alla stregua del combinato disposto degli articoli 34, co. 5, e 117 c.p.a.

    L'attivazione del procedimento durante il giudizio, con fissazione dell'appuntamento per la presentazione della domanda di visto, determina il soddisfacimento della pretesa e giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio proposto ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio dell'amministrazione, la sopravvenuta attivazione del procedimento richiesto dal ricorrente può integrare il soddisfacimento della pretesa e comportare la dichiarazione di cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La condotta operosa dell'amministrazione, che durante il giudizio attiva il procedimento rimasto precedentemente ineseguito, può giustificare la compensazione delle spese di lite, ferma restando la possibilità di porre a suo carico la restituzione del contributo unificato versato dal ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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