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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36712/2026 del 19/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Due imputati erano stati condannati dalla Corte di appello di Napoli, con sentenza del 2 maggio 2025, alle pene di giustizia per i reati di cui agli artt. 73 d.P.R. n. 309/1990 e 697 c.p. La Settima Sezione penale della Corte di cassazione aveva dichiarato inammissibile il loro ricorso ordinario. Con un unico ricorso straordinario, ai sensi dell’art. 625-bis c.p.p., gli imputati hanno sostenuto che la Corte di cassazione fosse incorsa in un errore percettivo nel valutare i motivi del ricorso ordinario: secondo i ricorrenti, le censure non miravano a ottenere una nuova lettura delle prove, ma segnalavano che le decisioni di merito avevano fondato la condanna su presupposti fattuali non corrispondenti ai dati probatori acquisiti. La difesa ha chiesto l’accoglimento, anche con memoria. Il testo non specifica ulteriormente i fatti alla base dei reati né le pene inflitte.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi straordinari, ritenendoli generici e manifestamente infondati. I ricorrenti non hanno indicato quali specifiche risultanze processuali fossero state travisate dai giudici di merito e come tale travisamento avesse determinato un errore percettivo della Corte di cassazione. La Corte ha inoltre ribadito che, quando l’errore non deriva esclusivamente da una falsa rappresentazione percettiva e la decisione implica una valutazione, si tratta di errore di giudizio, non correggibile con il rimedio dell’art. 625-bis c.p.p. La genericità e la valutazione complessiva delle prove a carico hanno escluso criticità rilevabili con tale rimedio; ogni altra argomentazione difensiva, compresa quella contenuta nella memoria, è rimasta assorbita. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e, ciascuno, della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, commisurata al grado di colpa nella determinazione dell’inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Come pacificamente ritenuto dalla giurisprudenza di legittimità, che il Collegio condivide, in tema di ricorso straordinario, qualora la causa dell’errore non sia identificabile esclusivamente in una fuorviata rappresentazione percettiva e la decisione abbia comunque contenuto valutativo, non è configurabile un errore di fatto, bensì di giudizio, come tale escluso dall’orizzonte del rimedio previsto dall’art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il ricorso straordinario è esperibile per correggere un errore di fatto fondato su una fuorviata rappresentazione percettiva, non un errore di giudizio che richieda una valutazione.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto non consente di rimettere in discussione valutazioni probatorie o valutazioni giuridiche compiute nella decisione: se l’errore non dipende esclusivamente da una fuorviata rappresentazione percettiva e la decisione ha contenuto valutativo, si tratta di errore di giudizio, estraneo al rimedio.
  • Chi deduce con ricorso straordinario un errore percettivo deve indicare specificamente le risultanze processuali travisate e spiegare in che modo la loro mancata o erronea percezione abbia determinato l’errore della decisione; la deduzione generica è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpaccioDetenzione di armi
RamiProcesso penaleStupefacentiArmi

Testo integrale

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