Cassazione Penale, Sentenza n. 23319/2023 del 29/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso propone tre censure: (1) violazione dell'art. 178 c.p.p. per difetto di notifica all'imputato dell'estratto della sentenza di primo grado (avviso di deposito oltre il termine previsto dall'art. 548 c.p.p.); (2) nullità per mancata notifica all'imputato del decreto di fissazione dell'udienza in appello, essendosi proceduto alla notifica presso il difensore nominato d'ufficio ai sensi dell'art. 157, comma 8-bis c.p.p., mentre il difensore era d'ufficio e non di fiducia; (3) violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento dell'estinzione del reato per prescrizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto infondati il primo e il terzo motivo (il reato non era prescritto alla data della sentenza impugnata, considerando i periodi di sospensione del corso della prescrizione). Ha invece accolto il secondo motivo, ritenendo la notificazione del decreto d'appello al difensore d'ufficio ai sensi dell'art. 157, comma 8-bis c.p.p. omessa e determinante una nullità assoluta insanabile. Tale nullità, rilevabile in ogni stato e grado, ha reso evidente che il termine di prescrizione è poi intervenuto nell'agosto 2022; non essendo necessarie ulteriori indagini di merito e non emergendo cause di proscioglimento, la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.
Norme richiamate
La notificazione del decreto di citazione in appello al difensore deve rispettare la qualità del rapporto; la notifica al difensore nominato d'ufficio ai sensi del comma 8-bis è considerata omessa se il rapporto non è di fiducia, comportando nullità assoluta e insanabile
Richiamato in relazione alla nullità derivante dalla mancata notifica dell'estratto di sentenza; la Corte osserva i limiti di operatività di tale vizio a seconda se sia stata tempestivamente dedotta
Prevede la sanatoria della nullità per raggiungimento dello scopo quando i motivi di impugnazione sono tempestivamente proposti e riguardano il provvedimento impugnato e la sua motivazione; applicata alla omessa notifica dell'avviso di deposito della sentenza di primo grado
Principio della declaratoria immediata delle cause di non punibilità; applicato per disporre l'annullamento senza rinvio quando la causa estintiva (prescrizione) è manifesta e non richiede accertamenti ulteriori
Richiamato in relazione al termine per il deposito dell'estratto di sentenza e alla relativa notifica; contestazione collegata al primo motivo
Sentenza Corte Costituzionale n. 317 del 2009
Richiamata nella giurisprudenza citata: ove l'estratto contumaciale non sia notificato, non decorrono i termini per proporre impugnazione, con conseguente nullità del decreto di citazione in appello e della sentenza successiva, ma tale profilo è efficace solo se tempestivamente dedotto
Massime di principio
- La notifica del decreto di citazione in appello al difensore nominato d'ufficio non sostituisce la notifica all'imputato: se il difensore è d'ufficio (non di fiducia) la notifica è considerata omessa e la nullità è assoluta e insanabile
- L'omessa notifica dell'avviso di deposito della sentenza di primo grado è una nullità a "regime intermedio" che può essere sanata se il difensore propone tempestivamente l'impugnazione e i motivi riguardano il provvedimento impugnato e la sua motivazione
- Quando una nullità assoluta (es. notifica al difensore d'ufficio) rende palese l'intervenuta prescrizione e non sono necessari ulteriori accertamenti di merito, il giudice deve pronunciare immediatamente l'estinzione del reato e annullare la sentenza senza rinvio ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
- È fondamentale verificare la qualità del rapporto tra imputato e difensore che riceve le notifiche: la prova che il difensore sia di fiducia evita la nullità, mentre la nomina d'ufficio non consente presunzioni di conoscenza
- Le nullità processuali hanno effetti diversi: distinguere tra nullità sanabili (es. a regime intermedio, sanate dall'impugnazione tempestiva) e nullità assolute insanabili (es. notifiche difettose al difensore d'ufficio) è cruciale per la strategia difensiva
- Se il difensore rileva vizi di notifica o di procedimento, è opportuno sollevarli tempestivamente e per iscritto per evitare la sanatoria e preservare i rimedi straordinari
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