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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16268/2022 del 19/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento per recupero a tassazione di maggiori imposte IMU emesse da Velletri Servizi (concessionaria della riscossione) con doglianze sulla carenza di motivazione dell'atto, sulla mancata indicazione dei valori dei beni e sull'impossibilità per la resistente di determinare detti valori.

La decisione

Il ricorso di merito fu respinto in primo grado (CTP Roma) e in appello (CTR Lazio). In Cassazione la ricorrente aveva proposto sei motivi, ma in seguito ha depositato formale rinuncia al ricorso; la resistente ha accettato la rinuncia. Il Procuratore generale ha concluso per l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento ai sensi degli artt. 306, 390 e 391 c.p.c. e ha compensato le spese. Non è stata dunque pronunciata una decisione di merito in Cassazione; rimane efficace la sentenza di merito favorevole alla resistente.

Norme richiamate

  • art. 306 c.p.c.

    La norma è richiamata in relazione alla rinuncia al gravame/alla impugnazione: la rinuncia della parte porta all'estinzione del giudizio di impugnazione.

  • art. 390 c.p.c.

    Richiamata congiuntamente per gli effetti processuali dell'estinzione e per le disposizioni procedurali richiamate dalla Corte nell'ambito della dichiarazione di estinzione.

  • art. 391 c.p.c.

    Richiamata insieme alle altre norme per completare il quadro normativo sull'estinzione del processo in seguito a rinuncia e sulle conseguenze procedurali (tra cui la possibilità di compensazione delle spese).

Massime di principio

  • La rinuncia della parte all'impugnazione comporta, se formalmente valida e accettata, l'estinzione del giudizio superiore: il giudice dichiara il procedimento estinto senza entrare nel merito dei motivi di impugnazione.
  • L'accoglimento della rinuncia da parte della controparte rende praticabile l'estinzione; in assenza di accettazione, la vicenda può avere effetti processuali differenti e va valutata la correttezza formale della rinuncia.
  • L'estinzione per rinuncia non equivale ad una decisione di merito favorevole alla parte che aveva vinto in grado; tuttavia, di fatto lascia in vita la pronuncia di merito più recente (che rimane efficace), perché la Suprema Corte non decide sui motivi impugnati.
  • In caso di estinzione per rinuncia la Corte può compensare le spese: la compensazione è ordinaria quando il giudizio si estingue senza decisione sul merito, salvo diversa determinazione.
  • Prima di rinunciare è opportuno valutare le conseguenze pratiche (mantenimento della sentenza di grado favorevole alla controparte, eventuali riflessi patrimoniali, oneri e opportunità di una nuova impugnazione) e la necessità di formale accettazione da parte della resistente.

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