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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42214/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Campobasso per i reati di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi (carcasse di fagiani) e smaltimento non conforme di effluenti (deiezioni animali) tramite spandimento sul terreno. Lamentava che: (1) le carcasse non rientravano nella disciplina dei rifiuti perché esenti ai sensi dell'art. 185, comma 2, del d.lgs. n.152/2006; (2) la disciplina sulla utilizzazione agronomica degli effluenti si applica solo agli allevamenti intensivi, perciò lo spandimento non sarebbe illecito.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, dopo aver operato la conversione dell'impugnazione (originariamente qualificata come appello) in ricorso per cassazione. Sul merito ha ritenuto che: (1) l'interramento e lo smaltimento delle carcasse configurano gestione illecita di rifiuti ai sensi dell'art. 256 del d.lgs. n.152/2006 quando si tratta di una fase gestoria del prodotto, sicché l'esenzione di cui all'art.185 comma 2 non opera; (2) lo spandimento delle deiezioni costituisce una pratica che può configurare fertirrigazione legittima solo se effettuata su aree coltivate, in quantità e qualità adeguate e con modalità indicative di finalità agricola; la ricorrente non ha fornito elementi per dimostrare tali condizioni e non ha confutato la ricostruzione probatoria, rendendo il motivo generico. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.152/2006, art. 256, comma 1, lett. A)

    Il reato di gestione illecita di rifiuti si configura quando l'attività di smaltimento riguarda una fase gestoria non autorizzata; lo smaltimento di carcasse mediante interramento integra tale gestione illeale.

  • d.lgs. n.152/2006, art. 185, comma 2

    L'esenzione dal regime generale dei rifiuti per carogne e altri residui agricoli è limitata ai casi in cui gli scarti siano disciplinati solo sotto il profilo di polizia veterinaria/sanitaria; non opera quando rileva la fase gestionale dello smaltimento.

  • d.lgs. n.152/2006, art. 137, comma 14

    Norma richiamata nel capo di imputazione relativa alle sanzioni/definizioni nel contesto della disciplina dei rifiuti (la Corte ha interpretato la fattispecie alla luce della disciplina generale sulla gestione dei rifiuti).

Massime di principio

  • Le carcasse di animali che vengono oggetto di operazioni di smaltimento o gestione rientrano nella disciplina dei rifiuti e non sono automaticamente escluse dall'art.185 se l'operazione comporta una fase gestionale.
  • L'esenzione prevista dall'art.185 comma 2 va valutata alla luce della concreta attività: se emergono azioni di smaltimento/gestione, l'esenzione non opera.
  • La pratica della fertirrigazione è legittima solo se dimostrabile: deve avvenire su terreni coltivati, con quantità e qualità adeguate e con modalità che evidenzino finalità agricola e non mera eliminazione di rifiuto.
  • In sede di impugnazione è essenziale affrontare e confutare la giurisprudenza consolidata; argomenti generici o non supportati da elementi probatori concreti espongono il ricorrente al rigetto per genericità o inammissibilità.
  • Le sentenze di primo grado che infliggono solo l'ammenda possono comportare limiti di impugnabilità e l'impugnazione può essere convertita in ricorso per cassazione: è necessario valutare preventivamente l'ammissibilità dell'atto di gravame.

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