Cassazione Penale, Sentenza n. 34117/2023 del 02/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo relativo ad alcune societa' riconducibili all'indagato (reati contestati: estorsione aggravata dal metodo mafioso). Il ricorrente deduceva mancanza e manifesta illogicita' della motivazione, sostenendo che il Tribunale del riesame avrebbe effettuato una lettura parziale delle dichiarazioni della persona offesa (che in una deposizione avrebbe fornito una versione piu' favorevole all'indagato), e si sarebbe indebitamente basato sull'annullamento della misura cautelare personale senza valutare autonomamente i presupposti della misura cautelare reale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 325, comma 1, c.p.p., il ricorso contro ordinanze ex art. 324 c.p.p. e' consentito soltanto per violazione di legge e non per vizi della motivazione salvo i casi di motivazione del tutto assente o meramente apparente. La Corte ha valutato che il Tribunale del riesame ha fornito una motivazione congrua e articolata sulle ragioni dell'insussistenza del fumus commissi delicti, avendo considerato le dichiarazioni della persona offesa, le risultanze delle intercettazioni e i rapporti contrattuali rilevanti. Pertanto non e' configurabile una violazione di legge per carenza motivazionale e non e' possibile riesaminare nel merito le conclusioni del giudice del riesame in sede di legittimita'. Il ricorso e' quindi respinto per inammissibilita'.
Norme richiamate
art. 325 cod. proc. pen., comma 1
Il ricorso per cassazione contro le ordinanze emesse a norma dell'art. 324 e' consentito soltanto per violazione di legge
Limita la possibilita' di impugnazione in Cassazione alle sole questioni di diritto; i vizi della motivazione non sono normalmente sindacabili salvo che la motivazione sia assente o meramente apparente
Norma di riferimento per le ordinanze impugnate (disposizioni sul riesame delle misure cautelari)
Le ordinanze emesse ai sensi di tale articolo sono impugnabili in Cassazione secondo i limiti previsti dall'art. 325 c.p.p.
Sez. U, n. 5876 del 28/01/2004 (Bevilacqua)
Giurisprudenza che delimita i casi in cui la lacuna motivazionale puo' essere considerata violazione di legge (motivazione assente o meramente apparente)
Sez. U, n. 25080 del 28/05/2003 (Pellegrino)
Conferma il principio secondo cui i vizi di motivazione sono rilevanti in Cassazione solo se la motivazione manca del tutto o e' meramente apparente
Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov)
Definizione di motivazione apparente: vizi radicali che rendono l'apparato argomentativo privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza
Sez.2, n.18951 del 14/03/2017 (Napoli); Sez.6, n. 6589 del 10/01/2013 (Gabriele)
Ulteriori precedenti che ribadiscono i limiti del sindacato di legittimita' sulle motivazioni e i parametri per ritenere la motivazione assente o apparente
Massime di principio
- Il ricorso in Cassazione contro ordinanze ex art. 324 c.p.p. e' ammesso solo per violazione di legge: critiche generiche alla motivazione non sono sufficienti.
- La motivazione e' sindacabile in Cassazione solo se e' fisicamente assente o talmente viziata da risultare 'apparentemente' priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
- La Corte non puo' riesaminare nel merito la valutazione delle prove e la ricostruzione fattuale operata dal Tribunale del riesame quando quest'ultimo abbia fornito una motivazione adeguata.
- L'annullamento di una misura cautelare personale non determina automaticamente l'illegittimita' di una misura cautelare reale: quest'ultima richiede una valutazione autonoma e specifica dei presupposti.
- Perche' una censura motivazionale sia efficace in Cassazione e' necessario dimostrare che la motivazione e' del tutto mancante o affetta da vizi cosi' gravi da rendere incomprensibile l'itinerario logico-giuridico seguito dal giudice
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