Cassazione Penale, Sentenza n. 20581/2024 del 24/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna per cassazione la conferma della condanna per il reato di illecita detenzione di hashish in concorso, deducendo: (1) vizio di motivazione e contestazione della responsabilità penale, sostenendo di essere stato ignaro della detenzione dello stupefacente e di essersi limitato a dare un passaggio al coimputato KIMI; (2) violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata applicazione dell'ipotesi lieve prevista dal comma 5 dell'art. 73 d.P.R. n. 309/1990, poiché la quantità non sarebbe "particolarmente ingente" e la detenzione sarebbe occasionale e non professionale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto inammissibili le censure che si limitano ad un diverso apprezzamento del materiale probatorio (mera sindacazione del merito), confermando che la Corte territoriale aveva adeguatamente motivato la responsabilità del SAAD richiamando fatti e dichiarazioni (passaggio del giubbetto dall'imputato al KIMI, fuga, recupero del giubbetto contenente due panetti per complessivo peso di circa un chilo, dichiarazioni del KIMI relative a un compenso promesso). Sul secondo motivo ha osservato che la richiesta di derubricazione ex comma 5 art. 73 era infondata alla luce delle risultanze (quantitativo elevato corrispondente a circa 7000 dosi e modalità concitate del rinvenimento), e che un rimedio in cassazione sarebbe privo di interesse ove il motivo di appello fosse manifestamente infondato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990
Il comma 5 prevede l'ipotesi lieve (derubricazione/attenuazione) quando la quantità non sia particolarmente ingente e la detenzione sia occasionale e non professionale. La Corte ha ritenuto tale derubricazione inapplicabile per il consistente quantitativo rinvenuto (circa 1 kg, stimato in circa 7000 dosi) e per le modalità del sequestro.
Massime di principio
- In Cassazione non sono ammesse censure che consistano nella mera richiesta di riconsiderare la valutazione del fatto o della credibilità delle prove: sono rilevanti solo vizi di motivazione come la mancanza, la manifesta illogicità o la contraddittorietà.
- La responsabilità per concorso in detenzione di stupefacenti può essere ricavata anche da elementi indiziari e comportamentali (es. passaggio di oggetti sospetti, fuga, atteggiamenti concitati, dichiarazioni del coimputato) se la valutazione è congruamente motivata.
- L'applicazione dell'"ipotesi lieve" del comma 5 dell'art. 73 richiede una valutazione concreta sia della quantità sia delle modalità di detenzione: quantitativi elevati e modalità riconducibili alla diffusione (numero di dosi) escludono l'ipotesi lieve.
- Se un motivo di appello è manifestamente infondato ab origine, il ricorso per Cassazione contro la mancata pronuncia su quel motivo può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse, perché un eventuale accoglimento non produrrebbe effetto utile.
- Chi impugna dovrebbe puntare a evidenziare vizi formali o di motivazione concreti e specifici (contraddittorietà, omissione di prove essenziali, illogicità manifesta) per superare il filtro di ammissibilità in Cassazione.
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