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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17681/2025 del 09/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo della somma di euro 15.433,41, sostenendo che tale somma rappresentava il controvalore (prezzo) di una tangente corrisposta attraverso la fittizia vendita dell'autovettura Mercedes (già individuata e sequestrata) e che il Tribunale aveva equivocato tra sequestro diretto e per equivalente, applicando il sequestro unitariamente a tutti i capi di imputazione senza valutare la riferibilità della somma al singolo capo (capo 5B) di corruzione). Denunciano violazione di legge (art. 321 c.p.p. e art. 322-ter c.p.) e carenza/contraddittorietà motivazionale riguardo all'interesse attuale e concreto alla restituzione della somma.

La decisione

La Corte ha ritenuto i ricorsi fondati, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando al Tribunale di Trani per nuovo giudizio. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui le somme percepite come tangente costituiscono "prezzo" del reato di corruzione e sono sequestrabili, ma ha anche richiamato il recente orientamento delle Sezioni Unite che impone di qualificare la confisca (e, per riflesso, il sequestro finalizzato alla confisca) di somme come diretta solo quando sia dimostrato il nesso di derivazione causale del bene rispetto al reato; in mancanza di tale nesso, la confisca (o sequestro) deve essere qualificata per equivalente. Il vizio decisorio del Tribunale è stato individuato nella motivazione apparente e nella mancata analisi specifica del nesso tra somma sequestrata e capo di imputazione, nonché nella possibile duplicazione del sequestro rispetto all'autovettura già individuata come prezzo del reato.

Norme richiamate

  • art. 318 cod. pen.

    Riferimento al delitto di corruzione; la somma sequestrata è stata contestata come prezzo/tangente relativa a questo reato

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma sul sequestro preventivo; richiamata nella doglianza sulla legittimità e motivazione del provvedimento di sequestro

  • art. 322-ter cod. pen.

    Norma richiamata nella impugnazione (citata dai ricorrenti), con riferimento alle questioni di reato/pertinenza patrimoniale (interpretazione evincibile: richiamo a disposizioni rilevanti per l'accertamento della natura del bene rispetto al reato)

  • art. 324, co. 5, cod. proc. pen.

    Norma relativa alla competenza per il nuovo giudizio a seguito dell'annullamento con rinvio; la Corte rinvia al Tribunale di Trani, competente ai sensi di questa disposizione

  • Sez. U, n. 9149 del 1996 (Rv. 205707)

    Giurisprudenza che afferma che le somme ricevute come tangente costituiscono "prezzo" del reato di corruzione e sono integralmente sequestrabili

  • Sez. 6, n. 28412 del 30/03/2022 (Ragno, Rv. 283666)

    Conferma dell'indirizzo secondo cui le somme corrisposte per corruzione possono essere qualificate come prezzo e sequestrate

  • Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021 (C.) (Rv. 282037)

    Precedente secondo cui la confisca di somme era in alcuni casi qualificata come diretta per la natura fungibile del bene; tale precedente è stato, però, in parte rivisto dalle successive Sezioni Unite

  • Recenti Sezioni Unite (informazione provvisoria 26/09/2024 e sentenza n. 13783/2025 depositata 18/04/2025)

    Orientamento più recente che stabilisce che la confisca di somme è diretta solo se provato il nesso causale di derivazione tra il bene e il reato; in mancanza di prova la confisca deve essere per equivalente. Principi estesi al sequestro preventivo finalizzato alla confisca e incidono sull'obbligo motivazionale del giudice

Massime di principio

  • Distinzione diretta vs per equivalente: le somme sono qualificabili come confisca diretta solo se è dimostrato il nesso di derivazione causale tra la somma (o bene) e il reato; in assenza di tale prova la qualificazione deve essere per equivalente
  • Evitare duplicazioni di sequestro: se un bene materiale (es. autovettura) è già stato individuato e sequestrato come prezzo/tangente, il sequestro di una somma equivalente va motivato e rideterminato per non determinare un doppio, ingiustificato aggravo patrimoniale
  • Necessità di motivazione specifica e riferibile ai singoli capi: il giudice deve indicare in modo logico e congruo la riferibilità della somma sequestrata al singolo capo di imputazione, soprattutto quando esistono più ipotesi di reato contestate
  • Valutazione dinamica in funzione dello stato del procedimento: l'onere motivazionale e la prova richiesta sulla derivazione causale vanno modulati in relazione alla fase processuale e agli elementi acquisiti nel fascicolo
  • La qualificazione giuridica del bene (prezzo vs profitto) incide direttamente sulla sequestrabilità integrale: somme riconducibili a tangenti possono costituire "prezzo" del reato e quindi essere oggetto di sequestro diretto, se provato il rapporto causale
  • In caso di operazioni simulate (fittizia vendita), il giudice deve indagare la sostanza economica dell'operazione per accertare se si tratti di modalità di trasferimento di una tangente e procedere di conseguenza

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