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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6298/2022 del 22/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di permesso premio per presunta insufficienza della quota di pena espiata. Il ricorrente censura i conteggi effettuati dal Tribunale: sostiene che il Tribunale avrebbe sommato le singole pene inflitte senza tener conto delle riduzioni operate in sede esecutiva per effetto del riconoscimento della continuazione e che, ai fini della determinazione delle frazioni proporzionali richieste per il beneficio, il Tribunale avrebbe erroneamente ritenuto sussistente la recidiva reiterata sulla base del certificato del casellario, senza considerare che per alcuni titoli la recidiva era stata disapplicata o risultava subvalente in sede di giudizio di cognizione.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per genericità delle censure: il provvedimento impugnato conteneva un'analitica indicazione delle sentenze, dei reati, delle pene e della presenza della recidiva, e pertanto il ricorrente avrebbe dovuto specificare i titoli ritenuti erroneamente considerati e allegare documentazione di riscontro. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende per profili di colpa connessi all'irritualità dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come fondamento per la condanna alle spese processuali e per la determinazione della somma da versare alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile o irrituale; applicata qui per sanzionare la genericità e l'irritualità dell'impugnazione.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata quale giurisprudenza che autorizza l'applicazione di sanzioni (es. somme alla Cassa delle ammende) per profili di colpa relativi all'irritualità o alla mancanza di elementi essenziali nell'impugnazione.

Massime di principio

  • Se si impugna il calcolo della pena complessiva o l'applicazione della recidiva occorre indicare puntualmente i titoli di condanna contestati e fornire documentazione probatoria (sentenze, decreti esecutivi, atti che attestino riduzioni per continuazione, certificati del casellario ecc.).
  • Un provvedimento motivato e analitico limita il sindacato del giudice della cassazione: il ricorrente deve porre in evidenza errori specifici e non limitarsi a censure generiche e indeterminate.
  • Il certificato del casellario giudiziale può essere fonte di informazioni sulla recidiva, ma se si sostiene la non applicazione o la subvalenza della recidiva per singoli titoli è necessario produrre gli atti di cognizione che lo dimostrino.
  • Ricorsi vaghi o privi di documentazione possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto è opportuno valutare rischi e benefici prima di proporre impugnazioni formali non supportate da elementi concreti.
  • In materia di permessi premio, il calcolo delle frazioni proporzionali di pena deve essere basato su una precisa ricostruzione della pena espiata e della pena complessiva: ogni contestazione sul computo deve essere documentata e specifica.

Testo integrale

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