Cassazione Penale, Sentenza n. 40204/2022 del 25/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 19/01/2022 che aveva rigettato la richiesta di concessione della misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale per la pena residua relativa a condanna per rapina a mano armata a danno di un tabaccaio. Il ricorrente denunciava violazione di legge e carenza di motivazione: il Tribunale avrebbe fondato il rigetto esclusivamente sulla gravità del reato, omettendo di valutare le relazioni positive dei servizi sociali e gli esiti dell'osservazione della personalità del detenuto e della sua famiglia, nonché non avrebbe fatto riferimento all'art. 4-bis Ord. Pen. in relazione a eventuali collegamenti con la criminalità organizzata
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza di Catania per nuovo giudizio. La Corte ha rilevato che il Tribunale di sorveglianza ha motivato il rigetto con un richiamo generico alla gravità del reato senza considerare i risultati dell'osservazione collegiale della personalità e le relazioni dei servizi di osservazione, che costituiscono la principale fonte di valutazione prognostica per l'affidamento in prova. Il Tribunale dovrà colmare le lacune motivazionali valutando il comportamento successivo ai fatti, la condotta carceraria, le indagini socio-familiari e gli esiti dell'osservazione al fine di verificare la concreta prospettiva risocializzante
Norme richiamate
La norma riguarda l'accertamento di collegamenti con la criminalità organizzata che, se presenti e dimostrati, possono costituire motivo ostativo alla concessione di benefici penitenziari; nella fattispecie il Tribunale non ha fatto riferimento a tale articolo, per cui la Corte ha ritenuto necessario che eventuali profili 4-bis siano espressamente valutati se rilevanti
Cass. Sez. 1, n. 1410 del 30/10/2019 (Rv. 277924 - 01)
Giurisprudenza di riferimento che afferma che, ai fini dell'affidamento in prova, la tipologia e la gravità del reato non possono da sole essere decisivi in senso negativo; il giudice deve valutare in prevalenza il comportamento e la situazione del soggetto dopo i fatti, prendendo in considerazione anche i risultati dell'osservazione della personalità e gli accertamenti socio-familiari per formulare un giudizio prognostico
Massime di principio
- La gravità del reato, pur rilevante, non può costituire da sola motivo esclusivo per negare l'affidamento in prova; il giudice deve considerare altresì la condotta successiva ai fatti e i segnali di evoluzione personale
- Le relazioni e gli esiti dell'osservazione collegiale della personalità e delle indagini socio-familiari sono fonti primarie che il Tribunale di sorveglianza deve valutare e motivare espressamente nel decidere sull'affidamento in prova
- Se il Tribunale omette di prendere in considerazione documenti o accertamenti rilevanti (es. relazioni dei servizi sociali), la decisione può essere annullata dalla Corte di Cassazione per carenza motivazionale e rinviata per nuovo giudizio
- L'art. 4-bis Ord. Pen. deve essere valutato solo se esistono elementi che facciano ragionevolmente ritenere collegamenti con la criminalità organizzata; in mancanza di tale valutazione il rigetto per sola gravità del reato è illegittimo
- Nel rifiutare una misura alternativa il Tribunale dovrebbe indicare perché gli elementi positivi (es. osservazione favorevole, comportamento carcerario) risultino insufficienti a garantire la finalità rieducativa e l'assenza di pericolo di recidiva
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