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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25612/2025 del 11/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo relativo alla nullità per omessa valutazione delle conclusioni difensive effettivamente depositate via PEC e contenenti argomentazione significativa (richiamo alla riforma sulla procedibilità). Perciò ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano, assorbendo l'esame degli altri motivi.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La difesa di Polone ha impugnato la sentenza d'appello che confermava la condanna per resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), lesioni e danneggiamento aggravato, deducendo plurimi vizi di legge e di motivazione. In particolare si è contestata la mancata valutazione, da parte della Corte d'appello, delle conclusioni difensive depositate via PEC che richiamavano la modifica normativa operata dal d.lgs. n. 31/2024 sulla procedibilità del reato di danneggiamento (art. 635, comma 2, n. 1 c.p.), argomentando che il reato sarebbe procedibile solo a querela e quindi non d'ufficio; si è inoltre contestata la qualificazione come danneggiamento aggravato (per cose esposte alla pubblica fede), la configurabilità della resistenza per assenza di chiaro atto d'ufficio individuato dagli agenti e l'apparente insufficiente motivazione sulla recidiva e sul giudizio di delinquenza abituale.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Le conclusioni difensive depositate via PEC devono essere esaminate in sentenza se contengono un concreto contenuto argomentativo; la loro omessa valutazione può determinare nullità ai sensi dell'art. 178 c.p.p.
  • Se la difesa solleva una modifica normativa che incide sulla procedibilità di un reato (es. passaggio da procedibilità d'ufficio a procedibilità a querela), il giudice deve valutare espressamente l'incidenza della novità normativa; il mancato esame può determinare annullamento e rinvio.
  • La configurazione della resistenza richiede la chiara individuazione dell'atto d'ufficio contrastato e di una condotta effettivamente oppositiva; assenza di specifiche osservazioni su questi elementi può rendere la motivazione insufficiente.
  • La qualificazione del danneggiamento come aggravato per aver colpito cose esposte alla pubblica fede deve essere adeguatamente motivata dal giudice, soprattutto quando la difesa ha contestato tale qualificazione.
  • Accertamenti su recidiva e delinquenza abituale richiedono motivazione puntuale: valutazioni meramente apparenti o non confrontate con le deduzioni difensive possono essere censurate in sede di legittimità.

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