Cassazione Penale, Sentenza n. 25570/2025 del 11/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano l'ordinanza di rigetto del riesame denunciando omessa/insufficiente motivazione in ordine alla gravità indiziaria. Sostengono che il Tribunale si sia limitato a rinviare per relationem all'originaria ordinanza del Gip senza fornire "valide argomentazioni" e richiamano circostanze di fatto che, a loro dire, il Tribunale avrebbe dovuto valutare; lamentano altresì che non siano indicate le condotte che giustificherebbero la conferma della misura (obbligo di dimora con prescrizione di pernottamento) a carico degli indagati, sospettati di reati di cui all'art. 73 d.P.R. 309/1990.
La decisione
La Corte dichiara i ricorsi inammissibili per genericità: i motivi non hanno la necessaria correlazione con le ragioni poste a fondamento del provvedimento impugnato e consistono in una mera non condivisione della decisione. Richiama la giurisprudenza secondo cui l'atto impugnante è generico se non contesta specificamente la logica o i principi giuridici alla base delle risultanze indiziarie. Inoltre la Corte osserva che l'ordinanza del Tribunale non è una mera motivazione per relationem, avendo svolto un'ampia disamina (intercettazioni, dichiarazioni degli acquirenti, attività di spaccio nell'abitazione indicata, scaltrezza e spregiudicatezza degli indagati e il "concreto ed intenso pericolo di consumazione di altri gravi delitti"); pertanto la conferma della misura è ritenuta adeguata. Conseguentemente i ricorsi sono dichiarati inammissibili e i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 73, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
art. 73, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Indica i reati di illecita detenzione/traffico di stupefacenti per i quali gli odierni ricorrenti sono indagati; la sussistenza di gravi indizi per tali fattispecie ha rilevanza nella valutazione delle esigenze cautelari.
Sez. 5, n. 28011 del 15/02/2013 (Sammarco)
Sez. 5, n. 28011 del 15/02/2013, Sammarco, Rv. 255568
Principio secondo cui un motivo è generico se manca la necessaria correlazione con le ragioni poste a fondamento del provvedimento impugnato; non conta solo l'indeterminatezza intrinseca ma anche la carenza di relazione con le argomentazioni del giudice.
Sez. 3, n. 8669 del 15/12/2015 (Berlingeri) e giurisprudenza collegata
Sez. 3, n. 8669 del 15/12/2015, dep. 2016, Berlingeri Rv. 266765; Sez. 6, n. 48649 del 06/11/2014, Beshaj ed altri, Rv. 261085; Sez. 2, n. 774 del 28/11/2007, dep. 2008, Beato, Rv. 238903
Principio che autorizza il giudice del riesame a recepire e integrare le argomentazioni del Gip; l'ordinanza del riesame che conferma l'originario provvedimento può legittimamente richiamarne le argomentazioni, con possibilità di sanare eventuali carenze motivazionali dell'uno mediante le ragioni dell'altro.
Massime di principio
- Un ricorso in Cassazione contro un provvedimento cautelare è inammissibile se generico: è necessario contestare in modo specifico e motivato le ragioni giustificative del provvedimento impugnato, non limitandosi a esprimere disaccordo.
- La mera domanda che il Tribunale valuti circostanze alternative non è sufficiente: il difensore deve indicare precise ragioni logiche o giuridiche che dimostrino l'insussistenza o l'illogicità dei gravi indizi o delle esigenze cautelari.
- L'ordinanza del giudice del riesame può validamente richiamare e integrare le argomentazioni del Gip; pertanto la ripresa delle motivazioni originarie non costituisce automaticamente motivazione per relationem viziata, se il riesame contiene una disamina puntuale delle risultanze.
- In materia di misure cautelari personali, per ottenere lo screening favorevole del giudice d'appello o di legittimità è utile documentare precisamente le criticità probatorie (es. lacune nelle intercettazioni, contraddizioni delle dichiarazioni, mancanza di elementi concreti sulle condotte contestate) piuttosto che limitarsi a deduzioni generiche.
- Chi propone ricorso rischia la condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie (es. ammende) se il motivo è ritenuto manifestamente generico o infondato.
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