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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 19162/2021 del 06/07/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con il Comune di Saracena per l'attività svolta dall'agosto 2007 al settembre 2009 come "guardiano delle aree montane" (delibera comunale n.102/2007), con condanna dell'Amministrazione al pagamento delle retribuzioni non corrisposte e, in subordine, responsabilità solidale del Sindaco per l'indotto affidamento. Sosteneva altresì che l'attività rientrasse in profili suscettibili di assunzione diretta e che il suo affidamento potesse essere tutelato.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso e confermato le decisioni del Tribunale e della Corte d'appello. È stato ritenuto che: la costituzione del rapporto di pubblico impiego è regolata dal principio del concorso pubblico (art.97 Cost.) e dall'art.35 d.lgs.165/2001; le eccezioni al principio concorsuale sono ammesse solo per legge e in casi giustificati; dalla delibera comunale risultava espressamente il carattere volontario dell'attività, con riconoscimento solo del rimborso spese carburante; dalle prove testimoniali non sono emersi elementi certi di subordinazione (assenza di orari vincolanti e di altri elementi sintomatici); non è stato dimostrato un affidamento giuridicamente rilevante che obbligasse all'assunzione. Pertanto la domanda di riconoscimento del rapporto e delle retribuzioni è stata respinta. Il ricorrente è stato condannato alle spese di giudizio in favore di entrambi i controricorrenti (liquidate in euro 3.500,00 per compensi professionali, euro 200,00 per esborsi, con spese generali al 15% e accessori di legge) e al versamento dell'eventuale ulteriore contributo unificato previsto.

Norme richiamate

  • Costituzione, art. 97, comma 3

    Il principio del concorso pubblico come modalità generale e ordinaria di accesso all'impiego pubblico, strumento a presidio di imparzialità ed efficienza; deroghe ammesse solo per legge e in presenza di peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico.

  • d.lgs. n.165 del 2001, art. 35

    L'assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro: a) tramite procedure selettive, conformi ai principi del comma 3, volte all'accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l'accesso dall'esterno; b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.

    Stabilisce che le assunzioni devono avvenire tramite procedure selettive o avviamento dalle liste di collocamento; rappresenta una semplificazione tecnica del concorso ma non il suo superamento, preservando esigenze di trasparenza e imparzialità.

  • Codice di procedura civile, art. 360, nn. 4 e 5

    Richiamato in relazione ai vizi di motivazione e nullità della sentenza. La Corte ricorda i limiti di sindacato in cassazione sulla valutazione del merito probatorio e che il vizio di motivazione è rilevante solo se configurabile come motivazione apparente, mancante o contraddittoria in modo macroscopico (es. mancanza materiale della motivazione).

  • Corte EDU, Bigaeva c. Grecia (sentenza citata)

    Riferita dal ricorrente per sostenere tutela dell'affidamento; la Corte però osserva che il caso CEDU riguardava fatti di incoerenza amministrativa che ammisero un tirocinio e poi impedirono l'accesso all'esame; nel caso esaminato invece l'Amministrazione aveva espresso il carattere volontario dell'attività, quindi il precedente non risultava pertinente.

Massime di principio

  • L'accesso al pubblico impiego segue in via ordinaria il principio del concorso pubblico; eccezioni devono essere previste da legge e giustificate da esigenze pubbliche straordinarie.
  • Per ottenere il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato occorre provare elementi caratterizzanti la subordinazione (vincolo di orario, potere direttivo e di controllo, integrazione nell'organizzazione), e non sono sufficienti attività sporadiche o dichiarazioni generiche.
  • Una delibera amministrativa che qualifica espressamente un'attività come "volontaria" con riconoscimento limitato a rimborsi ostacola il riconoscimento postumo di un rapporto subordinato, salvo prova contraria inequivocabile.
  • La tutela dell'affidamento del lavoratore richiede atti amministrativi chiari e inequivocabili; mere promesse informali del sindaco o interlocuzioni non sono necessariamente sufficienti a creare un diritto all'assunzione.
  • In cassazione non è ammessa la rivalutazione del merito probatorio: le doglianze devono mirare alla violazione di legge o a macroscopici vizi logico-motivazionali per essere accolte.

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