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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32479/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso mirava a censurare l'ordinanza del Tribunale di Bari del 23/01/2023 che aveva ridotto il sequestro preventivo disposto dal GIP (dal complessivo di € 1.879.840,49 a € 1.582.128,59) alla luce di pagamenti effettuati dalla Modugno Pneumatici S.r.l. nell'ambito di un piano di rateazione concordato con l'Agenzia delle Entrate. Il Procuratore contestava l'apparente insufficienza della motivazione del Tribunale nella parte in cui era stata ritenuta la riconducibilità dei pagamenti alle imposte evase: sosteneva che il Tribunale non avesse compiuto una valutazione critica e argomentata dei documenti prodotti dalla difesa e non avesse spiegato perché quei pagamenti fossero riferibili proprio alle imposte contestate e non ad altri debiti tributari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale avesse analiticamente motivato la corrispondenza dei pagamenti al piano di rateazione e avesse indicato che le somme di € 24.683,91, € 100.202,18 e € 172.825,81 corrispondevano rispettivamente alla prima rata e a due avvisi di accertamento relativi alle imposte evase, giustificando l'imputazione della somma complessiva di € 297.711,90 al profitto dei reati contestati. La Corte ha precisato che il ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali è ammissibile solo per vizio di violazione di legge e non per censure meramente poste a criticare l'adeguatezza della motivazione, salvo che la motivazione manchi del tutto o sia priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza; situazione non riscontrata nel caso in esame. Pertanto il provvedimento di riduzione del sequestro è stato considerato adeguatamente motivato e confermato nella sostanza.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000

    artt. 2, 3; art. 12-bis, comma 2

    Artt. 2 e 3 individuano i reati tributari contestati; art.12-bis, comma 2 disciplina la possibilità di ridurre il sequestro/preventivo per equivalente tenendo conto degli adempimenti del responsabile e dei pagamenti che riducono il profitto confiscabile, principio applicato dal Tribunale per ridurre l'ammontare del sequestro in relazione alle somme già versate.

  • codice di procedura penale

    art. 325, comma 1; art. 125

    Art. 325, comma 1: il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali è limitato ai vizi di legge e non consente una rilettura in cassazione della mera adeguatezza della motivazione; art.125 richiede che il provvedimento sia motivato con coerenza, completezza e ragionevolezza. La Corte ha ritenuto che tali requisiti fossero soddisfatti e che quindi la censura del PM, essenzialmente rivolta all'adeguatezza della motivazione, fosse inammissibile.

Massime di principio

  • In casi di sequestro preventivo per equivalente la corte può ridurre l'ammontare sequestrato se risultano pagamenti o adempimenti che diminuiscono il profitto del reato; tali pagamenti devono essere chiaramente imputati alle obbligazioni oggetto del procedimento e motivati nel provvedimento.
  • Il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è ammissibile principalmente per violazione di legge o per travisamento degli atti probatori, non per semplici censure sull'adeguatezza della motivazione, salvo che la motivazione manchi del tutto o sia priva dei requisiti minimi di ragionevolezza e completezza.
  • Chi contesta la riconducibilità di pagamenti a specifiche imposte deve indicare in che modo i documenti prodotti non consentono tale ricostruzione o deve dimostrare un travisamento della prova; altrimenti la valutazione rimane nell'ambito del potere di merito del giudice di riesame.
  • Per ridurre il rischio di contestazioni, chi effettua pagamenti in un piano di rateazione dovrebbe documentare chiaramente a quali avvisi di accertamento o posizioni tributarie i pagamenti si riferiscono, in modo da rendere agevole l'imputazione ai fini di misure cautelari o confisca.

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