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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21044/2022 del 30/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione in Cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste che, riformando la sentenza di primo grado, aveva assolto Lovato dal reato di truffa aggravata continuata in concorso e aveva revocato le statuizioni civili a favore della parte civile (Fime). Il ricorso deduceva, tra l'altro, contraddittorietà della motivazione e travisamento della prova, sostenendo che la Corte territoriale non aveva adeguatamente valutato gli elementi che indicavano un possibile piano truffaldino (inaffidabilità della controparte contrattuale, ruolo decisivo del Lovato, confusione tra soggetti contrattuali, condotte evasive sui pagamenti, reintegrazione del possesso dell'immobile senza farsi carico delle spese).

La decisione

La Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo (mancanza di "motivazione rafforzata" da parte della Corte d'appello) e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente agli interessi civili, disponendo il rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente per valore in grado di appello e demandando a quest'ultimo anche la liquidazione delle spese relative a questo grado di legittimità. Il primo motivo (presunta contraddittorietà formale della sentenza d'appello) è stato invece ritenuto infondato come semplice refuso che non incide sul decisum.

Norme richiamate

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8

    Citato in relazione alla richiesta di trattazione orale in presenza; costituisce riferimento procedurale per l'udienza.

  • codice di procedura penale, art. 533

    Riferimento ai criteri di giudizio e alla presunzione di innocenza che governa la valutazione probatoria, richiamato per spiegare i limiti e gli oneri motivazionali nel ribaltamento di una sentenza di primo grado in appello.

  • codice di procedura penale, art. 622

    Richiamato dalla difesa come possibile base per chiedere rinvio al giudice civile in appello; attiene alle statuizioni civili nel processo penale e alle modalità di rimessione della controversia al giudice civile.

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello assolve in riforma della condanna senza rinnovare l'istruttoria, è obbligata a una "motivazione rafforzata" che esamini e confuti specificamente i principali argomenti e le risultanze su cui si è basata la sentenza di primo grado; la mancanza di tale motivazione può portare alla cassazione limitata delle statuizioni civili e al rinvio al giudice civile.
  • Errori formali o refusi nella formulazione della sentenza (es. dicitura sul "rigetto dell'appello") non incidono sul decisum se il contenuto complessivo della sentenza è chiaro; vanno distinti dai difetti motivazionali sostanziali.
  • Quando la decisione penale assolve, ma permangono questioni risarcitorie o di interessi civili, la Cassazione può limitare l'annullamento agli effetti civili e rinviare al giudice civile competente per la decisione sul danno e sulle spese.
  • In giudizi che investono comportamenti contrattuali complessi (società di recente costituzione, confusione tra soggetti, ruoli di fatto di terzi), il giudice valuta fattori quali la solvibilità apparente della controparte, il ruolo effettivo del presunto promotore e le condotte successive (es. risposte evasive sui pagamenti, reintegro del possesso senza pagamento delle opere) per determinare l'esistenza di un "pactum sceleris" o di condotte ingannevoli.
  • Per la parte civile conviene far emergere e documentare in modo puntuale gli elementi che collegano il comportamento dell'imputato al danno subito (ruolo decisionale, comunicazioni, rapporto contrattuale e prove di inadempimento), e sollecitare in appello una motivazione puntuale sulle contestazioni mosse alla sentenza di primo grado.

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