Cassazione Penale, Sentenza n. 29929/2023 del 10/07/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per mancato e viziato giudizio di gravità indiziaria. Lamenta che il Tribunale abbia fondato la misura quasi esclusivamente su dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia (Noblea Francesco, Pulicanò Mattia/Franco Bruzzese, Anna Palmieri) che sarebbero generiche e non sufficientemente specifiche a dimostrare il ruolo concreto e la adesione psichica del ricorrente all'associazione mafiosa ('ndrangheta) e al narcotraffico; inoltre mancherebbero riscontri investigativi (intercettazioni, conversazioni, atti di indagine) che colleghino direttamente il ricorrente al gruppo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato, perché il Tribunale ha basato il giudizio di gravità indiziaria su dichiarazioni di collaboratori generiche e non adeguatamente valutate e prive di riscontri. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Catanzaro ai sensi dell'art. 309, comma 7, cod. proc. pen.; ha inoltre disposto gli adempimenti di Cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, delle disposizioni di attuazione.
Norme richiamate
art. 309, comma 7, cod. proc. pen.
Norma richiamata per disporre il rinvio al giudice di merito competente dopo l'annullamento dell'ordinanza cautelare da parte della Cassazione; la Corte ne ha fatto uso per rimandare il provvedimento al Tribunale di Catanzaro per un nuovo esame della sussistenza dei gravi indizi.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Disposizione procedurale riguardante gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione della Corte; la decisione dispone l'invio degli atti alla cancelleria per le formalità conseguenti all'annullamento e al rinvio.
Massime di principio
- La custodia cautelare non può fondarsi esclusivamente su dichiarazioni di collaboratori di giustizia quando queste siano generiche e prive di elementi concreti e riscontri: è necessario che le dichiarazioni siano specifiche, dettagliate e corroborate da altri elementi investigativi.
- I giudici devono valutare la attendibilità, la specificità e la concretezza delle dichiarazioni dei pentiti e motivare in modo puntuale in che cosa consistano i fatti riferiti e come essi colleghino il ricorrente al reato e all'associazione criminale.
- La semplice vicinanza familiare o il generico 'lavorare con' un soggetto con posizione apicale non sono di per sé sufficienti a fondare il giudizio di gravità indiziaria per associazione mafiosa; servono elementi che dimostrino il ruolo operativo o la adesione consapevole.
- In assenza di conversazioni intercettate, atti di indagine che provino contatti o altre fonti di riscontro, il rischio di annullamento della misura cautelare in sede di impugnazione aumenta sensibilmente.
- Se la Cassazione annulla per carenza di motivazione o insufficienza probatoria, il provvedimento viene generalmente rinviato al giudice di merito perché compia un nuovo esame più approfondito e puntuale delle esigenze cautelari e delle emergenze probatorie.
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