Cassazione Civile, Ordinanza n. 01000/2025 del 15/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
Un comune aveva occupato d'urgenza nel 2001 una porzione di terreno, poi irreversibilmente trasformata con la realizzazione di una ludoteca. Il procedimento espropriativo era stato portato a termine, ma il decreto finale era stato annullato dal giudice amministrativo; successivamente il comune aveva adottato un decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001. La Corte d'appello aveva liquidato a favore del proprietario un'indennità complessiva molto elevata, includendo il valore del terreno, il valore dell'opera pubblica realizzata, il pregiudizio non patrimoniale, il danno per occupazione senza titolo e l'indennità per il periodo di occupazione legittima. Il comune ha proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: 1) difetto di giurisdizione del giudice ordinario; 2) errore di calcolo nella quantificazione dell'indennità rispetto alla consulenza tecnica; 3) illegittimo computo, nel valore del bene, anche del valore dell'opera pubblica realizzata; 4) errata considerazione come edificabile dell'intera area, mentre solo una parte sarebbe stata effettivamente edificabile, con conseguente sovrastima dell'indennità.
La decisione
La Corte ha rigettato il primo motivo sulla giurisdizione, ha accolto il terzo e il quarto motivo perché la Corte d'appello aveva erroneamente sommato al valore del terreno anche quello dell'opera pubblica e aveva motivato in modo contraddittorio sulla edificabilità dell'intera area, senza distinguere tra porzioni edificabili e non edificabili. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. Ne è seguita la cassazione dell'ordinanza impugnata limitatamente ai motivi accolti, con rinvio alla Corte d'appello di Catania in diversa composizione per una nuova determinazione dell'indennità e per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001
L'indennizzo per acquisizione sanante ha natura intrinsecamente indennitaria e deve essere determinato globalmente come un unicum; nella stima del valore venale del bene non deve computarsi anche il valore dell'opera pubblica realizzata sul bene acquisito.
art. 37, comma 4; art. 37, commi 5 e 6
Il richiamo serve per la determinazione del valore del bene, ma non legittima l'inclusione del valore dell'opera pubblica; l'edificabilità di fatto è utilizzabile solo nei limiti indicati dalla disciplina e non per valorizzare un uso illegale del suolo in contrasto con la pianificazione urbanistica.
È richiamato come norma fatta salva dalla disciplina della stima; non consente di includere nel valore del bene anche il valore delle opere pubbliche realizzate.
Una questione di giurisdizione già decisa dalle Sezioni Unite può essere affrontata e respinta anche dalla sezione semplice.
art. 360, comma 1, nn. 1, 3 e 5, c.p.c.
art. 360, comma 1, nn. 1, 3 e 5
Vengono invocati come parametri dei motivi di ricorso per violazione di legge e vizio di motivazione, ma la Corte accoglie soltanto le censure che investono la stima dell'indennizzo.
Indica la trattazione in camera di consiglio del ricorso.
art. 118, comma 1, disp. att. c.p.c.
È richiamato per rinviare alla motivazione della precedente giurisprudenza di legittimità.
art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 in relazione alla giurisdizione
Le controversie sulla determinazione e corresponsione dell'indennizzo spettano al giudice ordinario e alla corte d'appello in unico grado; restano al giudice amministrativo le controversie sull'illegittimità del provvedimento di acquisizione per mancanza dei presupposti legali.
Massime di principio
- Nelle controversie sull'acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, la giurisdizione appartiene al giudice ordinario quando sia chiesta la determinazione dell'indennizzo dovuto al proprietario; appartiene invece al giudice amministrativo quando si contesti la legittimità in sé del provvedimento di acquisizione per difetto dei presupposti di legge.
- L'indennizzo da acquisizione sanante va determinato come un'unica voce indennitaria e non può essere scomposto in poste con autonoma funzione risarcitoria o indennitaria tali da alterarne la natura complessiva.
- Nel calcolo del valore venale del bene ai fini dell'art. 42-bis non deve essere aggiunto il valore dell'opera pubblica eventualmente realizzata sul fondo occupato, perché ciò determinerebbe una duplicazione della base di stima.
- Ai fini dell'indennità, la valutazione dell'edificabilità deve rispettare la destinazione urbanistica effettiva del suolo; non può essere attribuita rilevanza alla mera possibilità di un uso fattuale in contrasto con gli strumenti urbanistici.
- L'"edificabilità di fatto" è concetto eccezionale e residuale, utilizzabile solo in ipotesi delimitate dalla disciplina e dalla giurisprudenza, non per valorizzare una utilizzazione illegittima del bene.
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