Cassazione Penale, Sentenza n. 44897/2022 del 25/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà di Milano del 24/06/2022 che aveva annullato, limitatamente ai fatti di usura (capi 2, 3 e 4), l'ordinanza del G.I.P. del tribunale di Busto Arsizio del 26/05/2022 e aveva sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente deduceva difetto e contraddittorietà della motivazione e contestava la valutazione delle prove relative alla sussistenza dei prestiti e al tasso usurario, richiamando materiale investigativo ritenuto non valutato o valutato erroneamente, chiedendo l'annullamento dell'ordinanza
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ai sensi dell'art. 606, comma terzo, c.p.p., ritenendo che le censure proposte consistessero in una rivalutazione del merito e degli indizi (non consentita in sede di legittimità per le misure cautelari). La Corte ha ritenuto corretta e logica la motivazione del Tribunale della Libertà che, pur riconoscendo rapporti di credito-debito, ha escluso l'esistenza di gravi indizi di usura in assenza di indicazioni precise (ammontare prestato, tasso applicato, tempi di restituzione) e di dichiarazioni delle persone offese; le osservazioni del ricorrente sono state quindi considerate una diversa lettura del materiale probatorio non sindacabile in Cassazione
Norme richiamate
Il ricorso per cassazione è inammissibile se fondato su censure che si risolvono in una diversa valutazione del materiale probatorio o del merito; in tema di misure cautelari sono esaminabili solo vizi di motivazione che incidano sui requisiti minimi di esistenza e logicità del discorso motivazionale
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. 2, n. 31553 del 17/05/2017; Sez. 1, n. 1083 del 20/02/1998; Sez. 6, n. 49153 del 12/11/2015; Sez. U, n. 19 del 25/10/1994
Principi consolidati secondo cui in sede di legittimità non è consentita la riconsiderazione del peso degli indizi nelle misure cautelari salvo che non si denunci la violazione di norme o la manifesta illogicità della motivazione
Massime di principio
- In Cassazione contro misure cautelari non è ammessa la semplice richiesta di rivalutazione degli indizi o una diversa lettura del materiale probatorio; le censure devono colpire specifiche violazioni di legge o la manifesta illogicità della motivazione
- Per provare l'usura con intercettazioni occorrono indicazioni precise e univoche su ammontare del prestito, tasso applicato e tempi di restituzione; l'assenza di tali elementi può giustificare la mancata sussistenza dei gravi indizi
- Se elementi decisivi (es. dichiarazioni delle persone offese, documentazione sui prestiti) non sono presenti o non sono stati valutati dal giudice di merito, il rimedio è proporre nel merito impugnazioni nei gradi in cui sia ancora ammessa la valutazione probatoria, non il ricorso per cassazione volto alla riconsiderazione dei fatti
- In casi analoghi, l'azione difensiva dovrebbe mirare a dimostrare concrete lacune logiche o violazioni normative nella motivazione del provvedimento di merito (contraddizioni formali, omissioni argomentative rilevanti) per rendere ammissibile il ricorso in Cassazione
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