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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 11013/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gli eredi chiedevano l'adeguamento (rivalutazione) dell'assegno vitalizio riconosciuto a favore delle vittime del dovere ai sensi del D.P.R. n. 243/2006 art. 4, in applicazione della L. n. 407/1998 (rivalutazione per vittime del terrorismo e criminalità organizzata) estesa, per gli effetti, alle vittime del dovere dalla L. n. 266/2005. Il Ministero deduceva che tale assegno non fosse soggetto a rivalutazione e/o che i crediti relativi alle rivalutazioni fossero prescritti oltre il quinquennio antecedente alla notificazione, invocando norme del codice civile sulla prescrizione e varie disposizioni legislative connesse

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero. Ha confermato che la rivalutazione monetaria e gli interessi costituiscono componente essenziale del credito assistenziale/previdenziale e che, quando le somme non sono state poste in pagamento o messe a disposizione dell'avente diritto (ossia sono "non liquide" secondo la nozione amministrativa), si applica la prescrizione decennale. Ha altresì affermato la natura assistenziale delle prestazioni spettanti alle vittime del dovere, rendendo applicabili i principi sopra richiamati. Conseguentemente i crediti per rivalutazione non erano prescritti e il ricorso è stato rigettato; il Ministero è stato condannato alle spese

Norme richiamate

  • Codice Civile

    art. 2935, art. 2946, art. 2948

    Richiamate nel motivo di ricorso sul regime della prescrizione; la Corte conferma che per i crediti previdenziali/assistenziali non liquidi si applica la prescrizione decennale prevista dal diritto comune interpretata alla luce della giurisprudenza e della normativa speciale

  • D.P.R. n. 243 del 2006

    art. 4, comma 1, lett. b), n. 1

    Disciplina dell'assegno vitalizio spettante (rilevante per definire la prestazione oggetto della domanda); la Corte applica alle relative somme i principi della giurisprudenza sui crediti assistenziali

  • L. n. 407 del 1998

    Norma che prevede la rivalutazione delle prestazioni per le vittime del terrorismo e criminalità organizzata; la Corte ritiene che l'adeguamento previsto sia applicabile, per effetto delle estensioni legislative, anche alle vittime del dovere

  • L. n. 266 del 2005

    art. 1, commi 562-565 (in particolare comma 563)

    Ha esteso, dal 10 gennaio 2006, alcune tutele alle vittime del dovere ed equiparati; la Corte interpreta tale estensione come comprensiva dei diritti riconosciuti alle vittime del terrorismo, ivi inclusa la rivalutazione

  • R.D.L. n. 1827 del 1935

    Norma storica richiamata per la distinzione tra ratei "non riscosse" e la prescrizione quinquennale prevista a favore dell'istituto pagatore; la Corte la interpreta come chiarimento che la prescrizione quinquennale opera solo per i ratei effettivamente posti a disposizione, mentre per il resto vige la prescrizione decennale

  • R.D.L. 19 gennaio 1939, n. 295

    Richiamato tra le norme di settore in relazione al regime delle prestazioni assistenziali/previdenziali; utilizzato nel quadro interpretativo della Corte

  • L. n. 244 del 2007

    Norma richiamata nel ricorso; citata nel quadro della complessiva normativa che disciplina le prestazioni e la loro valutazione contabile/amministrativa

  • D.L. n. 159 del 2007, conv. L. n. 222 del 2007

    Richiamata tra le disposizioni normative rilevanti per il thema; inserita nel repertorio delle norme richiamate dal ricorrente, senza che la Corte ne tragga motivo per modificare il principio di diritto applicato

  • Giurisprudenza di legittimità e Corte Costituzionale

    Cass. n. 2583/2016; n. 7885/2014; n. 1891/2005; Corte Cost. nn. 156/1991 e 196/1993; Corte Cost. n. 283/1989 (tra le altre citate)

    La Corte si fonda su precedenti consolidati: la rivalutazione e gli interessi sono parte integrante del credito previdenziale/assistenziale (per effetto delle pronunce costituzionali) e i relativi crediti non liquidi si prescrivono in dieci anni; la giurisprudenza passata viene confermata

Massime di principio

  • Per prestazioni previdenziali o assistenziali la rivalutazione monetaria e gli interessi non sono accessori separati ma componente essenziale del credito: pertanto il termine di prescrizione applicabile è generalmente il decennio quando le somme non sono state effettivamente poste a disposizione del beneficiario
  • La prescrizione quinquennale opera solo per i ratei "liquidi", intesi non nella nozione civilistica comune ma come ratei effettivamente liquidati e messi a disposizione dall'amministrazione a seguito del completamento del procedimento amministrativo di contabilità
  • Il pagamento parziale non trasferisce liquidità alla residua parte del credito: la porzione residua resta soggetta al regime prescrizionale del credito complessivo (di norma decennale se non posta a disposizione)
  • Le prestazioni riconosciute alle "vittime del dovere" sono da qualificare come assistenziali e, quindi, soggette ai principi giurisprudenziali applicabili ai crediti assistenziali/previdenziali (inclusa la rivalutazione)
  • In casi simili, per opporre la prescrizione quinquennale l'Amministrazione deve dimostrare che le somme sono state effettivamente liquidate e messe a disposizione del beneficiario: in mancanza, la domanda giudiziale per rivalutazione è soggetta a prescrizione decennale

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