Cassazione Penale, Sentenza n. 20999/2024 del 28/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore impugna l'annullamento, operato dal Tribunale di Modena in sede di riesame, dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Deduce la mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione del Tribunale in relazione alla ritenuta insussistenza di "gravi indizi di colpevolezza", sostenendo che gli elementi investigativi (compatibilità delle fattezze, riconoscimento fotografico della persona offesa, rinvenimento di arma compatibile nell'abitazione dell'indagato, esiti dei tabulati telefonici) dovessero essere valutati nella loro convergenza come idonei a sostenere la gravità indiziaria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché proposto per motivo non consentito. Ha ritenuto che il motivo riproponesse una rivalutazione in fatto delle risultanze investigative (videosorveglianza, individuazione fotografica, tabulati telefonici) valutate dal Tribunale nella loro gravità; non è stata allegata né dimostrata una motivazione manifestamente illogica o un vizio di diritto tale da consentire il sindacato di legittimità. Pertanto la Corte non è entrata nel merito delle critiche probatorie e ha confermato l'annullamento dell'ordinanza cautelare deciso dal Tribunale.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
La norma è stata richiamata per affermare il limite del sindacato di legittimità: la Corte di Cassazione non può rientrare in una semplice rivalutazione delle risultanze di fatto se non è indicata e dimostrata una motivazione manifestamente illogica, contraddittoria o insufficiente sotto il profilo giuridico. In sostanza il ricorso proponeva una rilettura di merito non consentita ai sensi di questa disposizione.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non ammette ricorsi che si risolvano in una mera rivalutazione di fatti e prove: per essere ammissibile è necessario indicare vizi di diritto o vizi della motivazione che assumano carattere di manifesta illogicità o contraddittorietà.
- Nelle impugnazioni contro provvedimenti cautelari l'attenzione è focalizzata sulla 'gravità indiziaria' intesa come probabilità qualificata di colpevolezza; il semplice accumulo di indizi deboli, contraddittori o incerti può non essere sufficiente se non emerge una valutazione logica e convergente che giustifichi la misura.
- Elementi come identificazioni fotografiche effettuate a distanza temporale, immagini di videosorveglianza parziali o non sovrapponibili e tabulati telefonici incongruenti possono indebolire la gravità indiziaria se non accompagnati da approfondimenti tecnici (es. analisi antropometrica, comparazione tecnico-forense delle armi, geolocalizzazione chiara) che ne rafforzino la convergenza.
- Se si intende sostenere in sede di riesame o ricorso la legittimità di una misura cautelare, è utile che l'atto investigativo e processuale espliciti la coerenza e il nesso probatorio tra i diversi elementi (collegamento tra arma rinvenuta e arma del reato, corrispondenza antropometrica, serie temporale dei movimenti dagli stessi tabulati), altrimenti la decisione favorevole all'indagato può essere confermata per mancanza di gravità indiziaria.
- Proceduralmente, il pubblico ministero o l'organo che ricorre in Cassazione deve formulare motivi di diritto e mostrare in che modo la decisione impugnata presenti vizi giuridici o una motivazione manifestamente illogica: le mere contestazioni di merito sono inammissibili.
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