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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21734/2025 del 09/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza di appello che l'aveva ritenuta responsabile, in concorso, di una truffa online. Con il primo motivo ha dedotto vizio di motivazione sulla declaratoria di responsabilità, sostenendo che non fosse stata adeguatamente dimostrata la sua partecipazione al fatto e contestando, in particolare, il valore dell'intestazione dell'utenza telefonica richiamata nell'annuncio online. Con il secondo motivo ha censurato l'entità della pena, ritenendola eccessiva, e ha chiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato e privo di specificità, osservando che la Corte territoriale aveva già esaminato e disatteso le difese e che il profitto della truffa era confluito su una carta PostePay intestata alla ricorrente, elemento valutato come decisivo per affermarne il contributo alla consumazione dell'illecito. Ha ritenuto il secondo motivo non deducibile in sede di legittimità e comunque manifestamente infondato, poiché la dosimetria della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e il diniego del 131-bis era stato motivato con riferimento ai precedenti specifici e all'abitualità della condotta. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 640 c.p.

    La condotta di messa in vendita di un bene su un sito internet, seguita dalla mancata consegna dopo il pagamento, integra la truffa contrattuale quando l'agente si presenti falsamente come alienante con l'intento di conseguire un profitto ingiusto. Il beneficiario del profitto, quando il denaro confluisca su uno strumento di pagamento a lui intestato e ciò si inserisca nel meccanismo dell'illecito, può rispondere del concorso nella truffa.

  • art. 131-bis c.p.

    "causa di non punibilità"

    La particolare tenuità del fatto è esclusa quando la motivazione evidenzi elementi ostativi, come i precedenti specifici e l'abitualità della condotta.

  • art. 132 c.p.

    La determinazione della pena deve essere effettuata dal giudice di merito nell'ambito del potere discrezionale, secondo i criteri legali di commisurazione.

  • art. 133 c.p.

    La commisurazione della pena va sorretta dai parametri legali relativi alla gravità del fatto e alla capacità a delinquere, senza che in cassazione sia consentita una nuova valutazione di merito se la motivazione non è illogica o arbitraria.

Massime di principio

  • In tema di truffa contrattuale online, la responsabilità del concorrente può essere desunta anche dalla concreta destinazione del profitto su un mezzo di pagamento intestato all'imputato, quando tale dato si inserisca coerentemente nella dinamica fraudolenta e non sia neutralizzato da una ricostruzione alternativa credibile.
  • Il motivo di ricorso per cassazione è inammissibile se ripropone censure già esaminate e disattese dal giudice di merito senza confrontarsi specificamente con le ragioni della decisione impugnata.
  • La valutazione della pena appartiene al giudice di merito e non può essere trasformata in sede di legittimità in una richiesta di nuova quantificazione del trattamento sanzionatorio, salvo arbitrio o manifesta illogicità.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere negata con motivazione adeguata quando risultino elementi che denotino abitualità della condotta o precedenti specifici incompatibili con il beneficio.

Come è indicizzato

MaterieTruffaImpugnazioniPena e commisurazioneCause di non punibilità
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penaleParte generale
SottomaterieTruffa online
IstitutiConcorso di personeParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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