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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29719/2022 del 26/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Messina del 15/10/2021 che aveva annullato il sequestro preventivo per equivalente di euro 400.594,40 disposto dal GIP in relazione al presunto reato di truffa aggravata e all'illecito amministrativo previsto dall'art. 24 d.lgs. 231/2021. Il PM lamentava violazione di legge (in particolare artt. 309, comma 9 e 324 c.p.p.) sostenendo che il GIP avesse adeguatamente motivato il fumus commissi delicti collegando i risultati della consulenza tecnica sulle cartelle cliniche alle intercettazioni che dimostrerebbero rapporti collusivi tra funzionari ASP e dirigenti di strutture sanitarie, mentre il Tribunale del Riesame aveva ritenuto la motivazione apparente per aver esteso in modo illogico gli esiti delle intercettazioni ad altri soggetti senza valutazione autonoma e specifica della Casa di Cura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha richiamato il principio secondo cui il ricorso in cassazione contro ordinanze ex art. 324 c.p.p. è ammesso solo per violazione di legge (art. 606, lett. b e c) c.p.p.) e ha ritenuto che le censure del PM fossero, in realtà, contestazioni di merito rispetto alla valutazione svolta dal Tribunale del Riesame. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del Riesame avesse formulato un iter argomentativo coerente, dettagliato e congruo, indicando le ragioni per le quali la motivazione del GIP era meramente apparente e priva di autonoma valutazione del fumus commissi delicti; quindi il sindacato del ricorso si sarebbe dovuto limitare a profili di legittimità che qui non ricorrevano. Di conseguenza l'ordinanza del Tribunale del Riesame resta efficace e il sequestro preventivo annullato.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata perché disciplina le ordinanze in materia di sequestro preventivo; la Corte ha ricordato che il ricorso in cassazione avverso tali ordinanze è possibile solo per violazione di legge.

  • art. 309, comma 9 cod. proc. pen.

    Articolo richiamato dal ricorrente nelle censure; la Corte non ha ritenuto che fosse stata effettivamente violata norma applicabile in modo tale da giustificare la cassazione, valutando invece la correttezza formale e sostanziale della motivazione del Tribunale del Riesame.

  • art. 606, lett. b) e c) cod. proc. pen.

    Stabilisce i motivi di ricorso in Cassazione (error in iudicando o in procedendo); la Corte lo ha applicato per escludere censure che in realtà erano di merito e quindi non ammissibili in questa sede.

  • art. 24 d.lgs. 231/2021

    Richiamato in relazione all'illecito amministrativo contestato alla Casa di Cura; la pronuncia della Corte di Cassazione è stata di natura procedurale e non si è pronunciata nel merito sulla responsabilità ai sensi di tale disposizione.

Massime di principio

  • Il ricorso in Cassazione contro ordinanze di sequestro preventivo ex art. 324 c.p.p. è ammesso solo per questioni di diritto; le valutazioni di merito e la rivalutazione delle prova sono inammissibili.
  • La carenza di motivazione integra violazione di legge solo quando manca del tutto o quando la motivazione è priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza; motivazioni dettagliate e coerenti escludono la cassazione per difetto motivazionale.
  • Il Tribunale del Riesame deve fornire una motivazione autonoma e specifica, in particolare sul fumus commissi delicti; valutazioni meramente cumulative o estensive rispetto a intercettazioni non riferite direttamente alla parte rischiano di essere ritenute inidonee dal giudice di merito.
  • Se il PM contesta l'annullamento di misure cautelari, deve proporre censure di legittimità ben circostanziate; limitarsi a chiedere una diversa valutazione degli elementi probatori equivale a un motivo di merito inammissibile in Cassazione.
  • Per ottenere o mantenere un sequestro per equivalente, è importante che l'impianto probatorio colleghi in modo specifico e motivato gli elementi tecnici (consulenze, cartelle cliniche) e le risultanze investigative (intercettazioni) all'operato dell'ente o della persona sottoposta a misura.

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