Cassazione Penale, Sentenza n. 601/2023 del 11/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per riparazione per ingiusta detenzione relativa al periodo di custodia cautelare in carcere applicata dall'11/06/2018 (convalida dell'arresto) fino al 1/02/2019 in esecuzione di provvedimenti giudiziari moldavi. La Corte d'appello di Torino aveva rigettato la domanda ritenendo non determinabile quale titolo esecutivo fosse alla base della richiesta di estradizione a causa della mancata trasmissione della documentazione dalla Moldavia e sostenendo che non spettasse alcun indennizzo poiché vi erano due titoli esecutivi emessi e la ricorrente non era stata sottoposta a restrizioni in Moldavia. La Bitca contestava la motivazione, affermando innocenza, di non essersi mai recata in Moldavia e che la documentazione non comprovava l'esistenza del titolo del 2012; il Ministero invece aveva sostenuto che il comportamento della ricorrente contribuiva alla detenzione e che la motivazione della Corte territoriale era esaustiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto la motivazione dell'ordinanza impugnata inadeguata perché non ha chiarito quale titolo estero fosse il presupposto della richiesta di estradizione né ha valutato se fossero sussistenti i requisiti per l'applicazione della misura cautelare. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, in caso di procedura di estradizione passiva conclusasi senza estradizione, può sorgere il diritto alla riparazione anche in assenza di pronunce liberatorie, a condizione che non sussista comportamento doloso o gravemente colposo del richiedente. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato alla Corte d'appello di Torino per nuovo giudizio e per la regolamentazione delle spese del grado.
Norme richiamate
Norma sulla riparazione per ingiusta detenzione: consente il risarcimento quando la privazione della libertà è ingiusta; la giurisprudenza precisa che il diritto alla riparazione può sussistere anche in procedura di estradizione passiva conclusasi senza pronunce liberatorie, fermo restando che non deve emergere un comportamento doloso o gravemente colposo del ricorrente che abbia concorso alla detenzione.
artt. 716 e 717 cod. proc. pen.
Norme del codice di procedura penale relative a procedura di estradizione e alle misure restrittive che possono essere applicate in tale contesto; richiedono che la richiesta di estradizione e il titolo esecutivo siano adeguatamente identificati e documentati per giustificare misure cautelari.
Giurisprudenza: Sez. 4, n. 52813 del 19/09/2018 (Maroci)
Precedente richiamato dalla Corte secondo cui, in tema di ingiusta detenzione, la mancanza di pronunce liberatorie non esclude il diritto alla riparazione in caso di procedura di estradizione passata senza esito favorevole.
Massime di principio
- In procedure di estradizione passiva terminate senza estradizione è comunque possibile ottenere la riparazione per ingiusta detenzione; non è necessario che esista una pronuncia liberatoria irrevocabile per riconoscere il diritto.
- Il giudice che decide sulla domanda di riparazione deve identificare con precisione il titolo estero che ha costituito la base della richiesta di estradizione e motivare se tale titolo giustificava o meno la misura cautelare.
- Non è ammissibile trattare come "fungibili" titoli esecutivi diversi o un titolo privo di documentazione probatoria rispetto a uno documentato: l'assenza di documentazione rilevante può precludere la legittimità della detenzione in vista dell'estradizione.
- La responsabilità personale del detenuto (comportamento doloso o gravemente colposo che abbia concorso a causare la detenzione) è elemento rilevante e, se accertata, può escludere o ridurre la riparazione.
- In caso di carenze motivazionali del giudice di merito su punti essenziali (es. titolo estradizione, presupposti per la custodia) la sentenza di rigetto deve essere annullata e il giudice di merito chiamato a fornire motivazione puntuale e a regolare le spese.
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