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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24307/2025 del 01/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno dedotto l'omessa motivazione della sentenza di appello con riferimento alla richiesta di applicazione della pena sostitutiva della detenzione domiciliare, domanda formulata (secondo i ricorrenti) in appello alla prima udienza utile, ma ritenuta non esaminata dalla Corte di Appello. Sostenevano che non era stato possibile impugnare tale aspetto prima dell'introduzione delle sanzioni sostitutive dalla cd. 'Riforma Cartabia'.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto meritevole di accoglimento il ricorso limitatamente ad Alexander Laskhishvili e inammissibile quello relativo a Nikoloz Agiashvili. Dal verbale d'udienza è emerso che la richiesta di pena sostitutiva era stata effettivamente avanzata solo per Laskhishvili; per Agiashvili la difesa non aveva formulato tale istanza. Per Laskhishvili la sentenza di appello è stata annullata limitatamente alla parte relativa alla pena sostitutiva e il procedimento rinviato ad altra sezione della Corte di Appello di Venezia per nuovo esame su quel punto, con conferma che la responsabilità dell'imputato resta definitivamente accertata anche ai fini della prescrizione. Per Agiashvili il ricorso è stato dichiarato inammissibile; questi è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 545-bis c.p.p.

    Regola il contenuto della motivazione della sentenza di appello; la Corte ha richiamato il principio che la decisione deve motivare anche in ordine alle richieste di applicazione delle pene sostitutive se formulate dall'imputato.

  • art. 597, comma 1, c.p.p.

    Disciplina la pubblicità della sentenza e gli adempimenti relativi; richiamato unitamente ad altri istituti per affermare il dovere del giudice di pronunciarsi sulle istanze formulate in udienza di appello.

  • art. 95 d.lgs. 150/2022

    Parte della disciplina transitoria introdotta dalla cd. 'Riforma Cartabia' sulle pene sostitutive per pene detentive brevi; la Corte ha interpretato che, nella fase transitoria, il giudice di appello deve pronunciarsi sulla loro applicabilità se l'imputato ne ha fatto richiesta entro l'udienza di discussione del gravame.

  • cd. Riforma Cartabia

    Riferimento alla riforma che ha introdotto/esteso le sanzioni sostitutive per pene detentive brevi; utilizzata per valutare la possibilità di chiedere e ottenere la pena sostitutiva in sede di appello nella fase transitoria.

Massime di principio

  • Se in appello la difesa chiede l'applicazione della pena sostitutiva per pene detentive brevi, il giudice di appello è obbligato a pronunciarsi su tale istanza; l'omessa decisione configura vizio di motivazione e può portare all'annullamento limitato di quella parte con rinvio.
  • La richiesta di pena sostitutiva deve essere formulata dall'imputato (o dal suo difensore) al più tardi nell'udienza di discussione del gravame; se tale istanza non è stata avanzata per un determinato imputato, questi non può validamente lamentare ora l'omessa motivazione su quel punto (inammissibilità).
  • In caso di annullamento limitato relativo alla pena sostitutiva, la Corte di Cassazione può rinviare il solo punto ad altra sezione della Corte di Appello per nuovo esame, lasciando ferme le statuizioni di responsabilità già definitivamente accertate e gli effetti ai fini della prescrizione.
  • La mancata decisione su una specifica istanza in appello non comporta necessariamente la riforma dell'intera sentenza, ma può determinare un annullamento parziale con rinvio concentrato sul punto omesso.
  • Le conseguenze processuali dell'inammissibilità del ricorso (per esempio per difetto di istanza in udienza) possono includere la condanna alle spese e somme a favore della Cassa delle ammende.

Testo integrale

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