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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47737/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ferrazzano ha chiesto il riconoscimento della continuazione ai sensi dell'art. 671 c.p.p.; l'istanza era reiterativa di quella del 30/03/2021, respinta con ordinanza del 02/11/2021 sul presupposto che la pena era già stata espiata e quindi mancava interesse. Dopo il rigetto, però, è intervenuto un provvedimento di esecuzione/cumulo del 21/12/2021 che cumulava precedenti pene con una condanna sopravvenuta: questo fatto poteva costituire un novum che riapriva l'interesse del ricorrente a ottenere il riconoscimento della continuazione. Il Tribunale di Macerata ha dichiarato inammissibile la nuova istanza come mera reiterazione; in Cassazione è stato contestato il difetto di motivazione di quella declaratoria perché non era valutato il nuovo elemento sopravvenuto (il provvedimento di cumulo).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarandolo fondato, ha annullato il decreto impugnato e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Macerata per un nuovo esame. La Corte ha ritenuto che il provvedimento di cumulo sopravvenuto costituisce un elemento nuovo (novum) che rendeva necessario esaminare nel merito l'istanza e instaurare il contraddittorio; pertanto la declaratoria de plano di inammissibilità ai sensi dell'art. 666 c.p.p. non era giustificata.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Disciplina il riconoscimento della continuazione fra reati; nella vicenda è l'articolo rispetto al quale è stata proposta l'istanza e la Corte valuta l'interesse del ricorrente alla continuazione alla luce dell'esistenza di un rapporto esecutivo/cumulo.

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Consente la declaratoria de plano di inammissibilità solo se la richiesta appare manifestamente infondata o è mera riproposizione basata sui medesimi elementi; la Corte ha interpretato che tale declaratoria non è ammissibile quando sussiste un elemento nuovo che richiede l'esame nel merito.

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 1, n. 33921 del 07/07/2015 (Silecchia, Rv. 264893)

    Sez. 1, n. 33921 del 07/07/2015, Silecchia, Rv. 264893

    Richiamata come principio di riferimento; la Corte osserva che il precedente provvedimento non aveva applicato i principi espressi in tale giurisprudenza e che il giudice dell'esecuzione non è vincolato dal precedente decisum negativo quando intervengono elementi nuovi.

Massime di principio

  • Una istanza reiterata al giudice dell'esecuzione può essere ammessa se porta elementi nuovi (novum) che non erano presenti nella precedente richiesta; il giudice non può dichiararla de plano inammissibile se tali novità richiedono valutazione nel merito.
  • La declaratoria de plano di inammissibilità ai sensi dell'art. 666 c.p.p. è ammessa solo per richieste manifestamente infondate o per riproposizioni basate sugli stessi elementi: la presenza di un provvedimento sopravvenuto (es. ordine di esecuzione/cumulo) può cambiare l'interesse del ricorrente e impedire la declaratoria immediata.
  • Se si propone una nuova istanza dopo un provvedimento sopravvenuto, il ricorrente deve evidenziare chiaramente il 'novum' e allegare/produrre il relativo provvedimento per impedire lo stralcio per mera reiterazione.
  • Il giudice dell'esecuzione, pur tenendo conto dei precedenti provvedimenti, non è vincolato da una precedente ordinanza che ha rigettato la stessa istanza se emergono fatti nuovi o se la precedente decisione non ha considerato principi giurisprudenziali rilevanti.
  • Per il difensore: in caso di riproposizione, motivare e documentare espressamente le novità (ad es. cumulo, provvedimento di esecuzione, nuove sentenze) e richiedere l'instaurazione del contraddittorio affinché il giudice esamini il merito.
  • Per il giudice dell'esecuzione: prima di dichiarare de plano l'inammissibilità verificare la presenza di nuovi elementi che possano incidere sull'interesse del ricorrente e, se presenti, procedere all'esame nel merito e al contraddittorio.

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