Cassazione Civile, Ordinanza n. 31853/2023 del 15/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (curatela fallimentare)
La controversia
Il ricorrente aveva chiesto l'ammissione al passivo del fallimento per compensi asseritamente maturati per attività di assistenza e consulenza amministrativa, contabile e fiscale rese negli anni 2013-2018, oltre che per un atto di cessione di credito e per anticipazioni effettuate come socio della società poi fallita. Il credito era stato escluso in sede concorsuale perché ritenuto compensato da un controcredito della fallita. Il Tribunale di Monza aveva poi rigettato l'opposizione allo stato passivo, individuando il controcredito del fallimento nel diritto di ripetizione della somma versata a titolo di caparra per l'acquisto di terreni a Madesimo, operazione poi non andata a buon fine per contrasti tra il ricorrente e la società proprietaria dei terreni. In cassazione il ricorrente ha dedotto, con il primo motivo, violazione dell'art. 96 l.fall. per omessa motivazione sull'individuazione dei crediti oggetto di compensazione; con il secondo motivo ha denunciato violazione di norme di diritto e dei contratti e omesso esame di fatti decisivi, contestando l'interpretazione degli accordi tra le parti e dei successivi accadimenti, con richiamo agli artt. 1362 e ss., 1453, 1455, 1385 o 1382 c.c.
La decisione
La Corte ha ritenuto infondato il primo motivo, osservando che il Tribunale aveva individuato in modo sufficiente il controcredito della massa fallimentare, identificandolo nel diritto di ripetizione della somma versata a titolo di caparra per l'affare immobiliare di Madesimo, di importo superiore ai crediti vantati dall'istante. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché, sotto la veste di violazione di legge e omesso esame di fatti, mirava in realtà a ottenere una nuova valutazione delle risultanze di causa e degli accordi intercorsi, attività preclusa in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi rigettato integralmente, con condanna del ricorrente alle spese e con atti consequenziali sul contributo unificato.
Norme richiamate
Il motivo che denunciava la norma è stato ritenuto infondato perché il tribunale aveva comunque individuato il controcredito opposto in compensazione, indicandone la sostanza e la genesi.
Sono stati richiamati dal ricorrente per contestare l'interpretazione degli accordi, ma la censura è stata ritenuta inammissibile perché sollecitava una diversa lettura del materiale probatorio.
Richiamato dal ricorrente in relazione agli accordi e agli eventi successivi, senza che la Corte entrasse nel merito per la natura inammissibile della censura.
Richiamato dal ricorrente insieme alle altre norme sulla risoluzione, ma la Corte non ha svolto una specifica interpretazione sul punto.
Richiamato dal ricorrente in relazione alla caparra; la Corte ha ricostruito il controcredito del fallimento come diritto di ripetizione della somma versata a tale titolo.
Richiamato in via alternativa dal ricorrente; la Corte non ha svolto un'autonoma valutazione della norma.
Massime di principio
- In sede di verifica dello stato passivo, il controcredito opposto in compensazione deve essere individuato dal giudice in modo sufficientemente chiaro nella sua sostanza e nella sua fonte, senza che sia necessaria una formulazione analitica dei singoli crediti che si intendono neutralizzare.
- Quando la censura di legittimità, pur formalmente prospettata come violazione di legge o omesso esame di fatti decisivi, mira in realtà a ottenere una diversa ricostruzione delle risultanze istruttorie e degli accordi contrattuali, il motivo è inammissibile.
- Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per sostituire alla valutazione del giudice di merito una lettura alternativa del fatto storico e delle emergenze documentali.
- Nel contesto concorsuale, la compensazione può essere sorretta anche da un controcredito della massa riconducibile alla ripetizione di somme versate in relazione a un'operazione negoziale poi non conclusa, purché tale controcredito risulti individuato e di importo idoneo a neutralizzare il credito insinuato.
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