Sentenza del 16/12/2024 n. 32871 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
PERLETTI Spa contestava il diniego delle istanze di rimborso dei diritti doganali calcolati includendo nel valore delle merci le royalties per l’uso di marchi. Con il primo motivo denunciava la violazione della disciplina doganale: la CTR avrebbe ritenuto le royalties una condizione della vendita senza verificare i presupposti richiesti, in particolare quelli specifici per i marchi e l’eventuale obbligo dell’acquirente di rifornirsi da produttori determinati. Con il secondo motivo lamentava la violazione delle regole civilistiche d’interpretazione dei contratti, perché la CTR aveva trattato come accordo unitario il contratto di licenza e quelli di vendita con i produttori, senza esaminarne puntualmente le clausole né dimostrare il collegamento negoziale. La società sosteneva che i contratti fossero separati e che non risultasse che il pagamento delle royalties condizionasse la vendita.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto congiuntamente entrambi i motivi, cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale e rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La CTR aveva affermato la daziabilità delle royalties con considerazioni generiche, senza indicare e analizzare le clausole contrattuali da cui desumeva che il pagamento fosse condizione della vendita. Nel rinvio dovranno essere esaminati nel loro complesso il contratto di licenza, i contratti di vendita e le loro interrelazioni, verificando se il licenziante esercitasse un controllo, anche indiretto, idoneo a incidere sul ciclo produttivo e a subordinare la vendita al pagamento delle royalties; il mero controllo di qualità non è sufficiente. La Cassazione non ha deciso definitivamente se le royalties siano imponibili né ha disposto direttamente il rimborso.
Norme richiamate
Art. 32, par. 1, lett. c), del Regolamento (CEE) n. 2913/92 (Codice doganale comunitario)
La rettifica prevista dall'articolo 32, par. 1, lett. c), del codice doganale comunitario si applica quando ricorrono le seguenti tre condizioni cumulative: in primo luogo, che i corrispettivi o i diritti di licenza non siano stati inclusi nel prezzo effettivamente pagato o da pagare; in secondo luogo, che essi si riferiscano alle merci da valutare; e, in terzo luogo, che l'acquirente sia tenuto a versare tali corrispettivi o diritti di licenza come condizione della vendita delle merci da valutare.
Le royalties si aggiungono al valore doganale soltanto se ricorrono cumulativamente tutte e tre le condizioni: non sono già comprese nel prezzo, riguardano le merci importate e il compratore è tenuto a pagarle come condizione della vendita. La loro connessione con le merci, da sola, non comporta un’aggiunta automatica.
Art. 157 del Regolamento (CEE) n. 2454/93 (disposizioni di applicazione del Codice doganale comunitario)
il successivo par. 2 del medesimo articolo precisa che al prezzo effettivamente pagato o da pagare devono essere aggiunti i corrispettivi o diritti di licenza soltanto nel caso in cui tale pagamento, da un lato, si riferisca alle merci oggetto della valutazione e, dall'altro, costituisca una condizione di vendita di tali merci
La norma specifica che il pagamento deve sia riferirsi alle merci valutate sia essere una condizione della loro vendita. Entrambi i requisiti devono essere verificati.
Art. 159 del Regolamento (CEE) n. 2454/93
l'art. 159, poi, stabilisce che al prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate va aggiunto un corrispettivo o diritto di licenza relativo al diritto di utilizzare un marchio commerciale o di fabbrica soltanto se il corrispettivo o il diritto di licenza si riferisce a merci rivendute tal quali o formanti oggetto unicamente di lavorazioni secondarie successivamente all'importazione, le merci sono commercializzate con il marchio di fabbrica, apposto prima o dopo l'importazione, per il quale si paga il corrispettivo o il diritto di licenza, e l'acquirente non è libero di ottenere tali merci da altri fornitori non legati al venditore.
Per le royalties relative a marchi, l’inclusione nel valore doganale richiede anche le condizioni specifiche previste dalla norma: rivendita dei beni tal quali o con sole lavorazioni secondarie, commercializzazione con il marchio interessato e mancanza di libertà dell’acquirente di procurarsi i beni da altri fornitori non legati al venditore.
Art. 160 del Regolamento (CEE) n. 2454/93
qualora il beneficiario delle royalties sia soggetto diverso dal venditore, occorre verificare se la persona legata al venditore eserciti un controllo, sul medesimo o sull'acquirente, tale da poter garantire che l'importazione delle merci, assoggettate al suo diritto di licenza, sia subordinata al versamento, a suo favore, del corrispettivo o del diritto di licenza ad esse afferente
Quando il licenziante beneficiario delle royalties è diverso dal venditore, va accertato se una persona collegata al venditore eserciti un controllo tale da garantire che l’importazione sia subordinata al pagamento. Non basta la mera esistenza di contratti distinti o di un rapporto di licenza.
Art. 143, par. 1, lett. e), e Allegato 23 del Regolamento (CEE) n. 2454/93
si considera che una persona ne controlli un'altra quando la prima sia in grado di esercitare, di diritto o di fatto, un potere di costrizione o di orientamento sulla seconda
Il controllo rilevante può essere giuridico o di fatto e consiste anche in un potere di orientamento, non necessariamente in un dominio formale o totale. La sua sussistenza va accertata considerando gli elementi concreti dell’operazione.
Art. 360, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile
È la disposizione processuale in base alla quale PERLETTI Spa ha denunciato in cassazione la violazione o falsa applicazione di norme di diritto; il ricorso è stato accolto.
Massime di principio
- Le royalties non entrano automaticamente nel valore doganale solo perché riguardano le merci importate o un marchio apposto sui prodotti: occorre verificare tutti i requisiti normativi, inclusa la loro effettiva natura di condizione della vendita.
- La condizione della vendita può risultare non solo da una clausola espressa, ma anche implicitamente dall’insieme dei rapporti contrattuali e dalle circostanze dell’operazione. Il giudice deve quindi esaminare concretamente il contratto di licenza, i contratti di vendita e le loro interrelazioni.
- Se il titolare della licenza è diverso dal venditore, è rilevante verificare se eserciti, direttamente o tramite soggetti collegati, un potere di controllo o orientamento che renda il pagamento delle royalties necessario perché le merci siano prodotte, vendute o importate.
- Il controllo rilevante non coincide con il semplice controllo della qualità o della tutela dell’immagine del marchio: assume rilievo quando incide sull’attività produttiva o sulla filiera in modo da condizionare la vendita.
- Una decisione che include le royalties nel valore doganale deve indicare e valutare le specifiche clausole e gli elementi concreti su cui fonda la conclusione; affermazioni generiche sull’esistenza di un accordo unitario o sulla necessità di garantire il pagamento non sono sufficienti.
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