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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36514/2025 del 10/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza pronunciata dal GIP di Taranto il 30/04/2025, emessa all'esito di applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p., deducendo l'omessa motivazione in relazione all'art. 129 c.p.p. La Corte rileva però che la censura è formulata per ragioni non consentite nel rito patteggiato, nel quale i margini del controllo di legittimità sono limitati e non può essere utilmente dedotta una doglianza nei termini proposti.

Norme richiamate

  • art. 129 c.p.p.

    La doglianza relativa all'omessa motivazione in ordine all'evidenza di una causa di proscioglimento non è proponibile nei termini dedotti quando il giudizio si è concluso con rito ex art. 444 c.p.p.

  • art. 444 c.p.p.

    Nel rito di applicazione della pena su richiesta le impugnazioni non possono essere fondate su censure non consentite dal modello processuale adottato.

Massime di principio

  • Nel giudizio definito con applicazione della pena su richiesta, il ricorso per cassazione non può essere fondato su motivi incompatibili con i limiti di impugnazione propri del rito.
  • La deduzione dell'omessa motivazione ex art. 129 c.p.p. non è ammissibile quando sia proposta in modo eccentrico rispetto al patteggiamento e fuori dai casi consentiti.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieRiti alternativiImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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