Cassazione Penale, Sentenza n. 34698/2025 del 24/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza per vizio di motivazione ex art. 606 lett. e) c.p.p., sostenendo che non vi fosse prova della sua presenza nel momento in cui fu appiccato l'incendio. Contestava che la condanna si fondasse unicamente sulla sua telefonata ai Vigili del Fuoco e che non fossero state prese in considerazione ipotesi alternative concrete, come la responsabilità di terzi introdottisi nel fondo.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che le censure siano essenzialmente di merito e non attengano a una motivazione "totale o manifestamente illogica" che la Corte di legittimità possa sindacare. I giudici di merito avevano ritenuto sussistenti plurimi indizi (affitto del fondo, presenza del braciere nel terreno condotto in affitto, materiale compatibile con gli sfalci in corso di lavorazione, chiamata immediata ai Vigili del Fuoco, mancanza di indizi a favore della tesi dei terzi) e avevano qualificato come meramente congetturale l'ipotesi alternativa proposta dall'imputato. Di conseguenza il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
La condotta colposa di chi contribuisce a cagionare un incendio boschivo tramite imprudenza e imperizia è penalmente rilevante; la sentenza di merito ha ritenuto sussistente tale reato in relazione all'incendio originato dal braciere.
art. 40, comma secondo, cod. pen.
art. 40, comma 2, cod. pen.
Il custode o utilizzatore "uti dominus" di un bene può assumere una posizione di garanzia e responsabilità per la gestione dei rischi connessi all'uso del bene, anche se non ne è proprietario; applicato per ritenere il conduttore responsabile della gestione del rischio incendio nel fondo affittato.
Limiti di legittimità: il motivo per vizio di motivazione è sindacabile in Cassazione solo se emerge una motivazione del giudice di merito totalmente mancante, manifestamente illogica o contraddittoria, o se sono stati ignorati atti decisivi; non è consentito un nuovo apprezzamento del materiale probatorio.
Giurisprudenza della Cassazione (precedente citato)
Sez. 4, n. 51452 del 12/09/2023, Rv. 285573
Conferma il principio secondo cui l'utilizzatore del bene è titolare di posizione di garanzia ai fini della responsabilità per colpa, utilizzato come riferimento nel caso concreto.
Massime di principio
- La Corte di legittimità non può rinnovare il giudizio probatorio: sono inammissibili i ricorsi che mirino a una diversa valutazione degli elementi di fatto senza dimostrare una motivazione mancante o manifestamente illogica.
- Chi conduce o utilizza un fondo può assumere una posizione di garanzia ex art. 40 c.p. e rispondere di danni da incendio anche se non proprietario; l'utilizzo "uti dominus" implica responsabilità per la gestione dei rischi connessi all'attività svolta.
- La presenza di indizi convergenti (localizzazione dell'origine dell'incendio nel fondo condotto, materiale arso compatibile con le potature effettuate, chiamata immediata ai soccorsi, assenza di indizi a favore di terzi) può essere sufficiente per il giudice di merito a ritenere la responsabilità dell'affittuario.
- L'ipotesi di responsabilità di terzi richiede indizi concreti e specifici; una mera supposizione o ricostruzione alternativa priva di elementi probatori non è idonea a esonerare il soggetto che aveva una posizione di garanzia.
- Proporre in Cassazione doglianze che si risolvono in una richiesta di rinnovazione della prova o di diverso apprezzamento probatorio è pericoloso e può comportare inammissibilità e sanzioni processuali.
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