Cassazione Penale, Sentenza n. 21395/2023 del 18/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di condanna per il reato di calunnia, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione: (1) la condanna sarebbe stata fondata sulla sola dichiarazione della persona offesa senza considerare l'accesa conflittualità tra le parti e trascurando la sentenza di assoluzione sugli addebiti di lesioni e minacce; (2) mancherebbe prova certa della falsità delle accuse e della consapevolezza della falsità (elemento soggettivo); (3) illegittima la liquidazione equitativa del danno fissata in €3.000 per carenza di elementi a supporto del quantum.
La decisione
La Corte ha dichiarato manifestamente infondati i ricorsi e li ha dichiarati inammissibili. Ha ritenuto che le corti di merito avessero adeguatamente motivato la sussistenza della calunnia sulla base di prove disinteressate (in particolare la testimonianza oculare del teste Buoncastro), di elementi obiettivi (occhiali rotti, videoriprese parziali) e della incoerenza tra la ricostruzione fattuale e la versione degli imputati, concludendo che la falsità delle accuse e la consapevolezza di tale falsità risultavano adeguatamente dimostrate. Ha inoltre ritenuto corretta la liquidazione equitativa del danno, valutando il turbamento esistenziale e il procedimento penale subito dalla parte civile. Sono state imposte ai ricorrenti le spese processuali, il pagamento di €3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende e la rifusione, in solido, delle spese di difesa liquidate a favore della parte civile (nel testo €3.687,00 oltre accessori).
Norme richiamate
Queste norme indicano i reati che i ricorrenti avevano falsamente attribuito alla parte civile; la sentenza rileva che l'assenza di responsabilità per tali reati (assoluzione/archiviazione) non impedisce che le accuse siano valutate come calunnia.
calunnia (norma penale rilevante)
La calunnia è stata ritenuta configurata sulla base della falsità dell'accusa e della consapevolezza della falsità; la Corte ha ritenuto che la sussistenza dell'elemento soggettivo possa essere desunta dall'incompatibilità tra la reale dinamica dei fatti e la versione denunciata.
Massime di principio
- La valutazione di credibilità e la ponderazione delle prove (testimonianze, elementi oggettivi, videoriprese) spettano ai giudici di merito e la Cassazione non interviene se la motivazione è logica e non contraddittoria.
- La dichiarazione di innocenza o l'assoluzione per reati diversi posti nello stesso contesto temporale non esclude automaticamente la configurabilità della calunnia: i fatti possono avere autonoma valenza probatoria.
- La presenza di conflitti personali tra le parti non annulla di per sé la prova fornita dalla parte offesa se esistono fonti dichiarative disinteressate e riscontri obiettivi che confermano l'evento.
- L'elemento soggettivo della calunnia (consapevolezza della falsità) può essere desunto dalla chiara discordanza tra la ricostruzione fattuale e la versione denunciata dagli accusatori.
- La liquidazione del danno in via equitativa è ammissibile se i giudici di merito indicano e motivano i parametri e gli elementi fattuali (turbamento esistenziale, procedimento penale subito, spese sostenute) che giustificano il quantum.
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