Cassazione Penale, Ordinanza n. 31073/2025 del 16/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha quindi condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. È rimasta ferma la responsabilità penale già affermata nei precedenti gradi di merito, con solo parziale modifica della pena in appello per il riconoscimento delle attenuanti generiche.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte di appello di Napoli aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado nei confronti dell'imputata, riconoscendo le attenuanti generiche e rideterminando il trattamento sanzionatorio, ma confermando la responsabilità per il reato di furto in abitazione. Con ricorso per cassazione, proposto a mezzo del difensore, l'imputata ha censurato la mancata applicazione di sanzioni sostitutive. La Suprema Corte ha ritenuto tale unico motivo manifestamente infondato, osservando che la Corte territoriale aveva già fornito una motivazione congrua in fatto e corretta in diritto sul punto.
Norme richiamate
È la norma incriminatrice del reato per il quale l'imputata era stata ritenuta responsabile nei gradi di merito.
artt. 624-bis c.p. e disciplina delle sanzioni sostitutive
La Corte non enuncia una regola astratta sulla sostituzione, ma ribadisce che il diniego delle sanzioni sostitutive è legittimo quando sorretto da motivazione congrua in fatto e corretta in diritto.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità, il motivo di ricorso che investe il diniego di sanzioni sostitutive è infondato quando la sentenza impugnata contenga una motivazione adeguata e giuridicamente corretta sul punto.
- La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.
- La mera richiesta di una diversa valutazione sul trattamento sanzionatorio non è sufficiente a fondare l'accoglimento del ricorso se la decisione di merito risulta logicamente e giuridicamente motivata.
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