Cassazione Penale, Ordinanza n. 35823/2026 del 12/10/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L’imputato ricorre avverso la sentenza del 10 settembre 2025 della Corte d’appello di Catania, che aveva confermato la condanna di primo grado per il delitto di cui all’art. 495, comma 1, c.p. Con un unico motivo, reiterando la richiesta già formulata nel giudizio di merito, ha contestato il trattamento sanzionatorio e chiesto la riduzione della pena previo riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva contestata.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile l’unico motivo perché investiva una valutazione discrezionale del giudice di merito, non sindacabile in cassazione in assenza di arbitrio o di motivazione insufficiente o manifestamente illogica. La Corte d’appello aveva motivato la scelta richiamando la complessiva condotta delittuosa e i plurimi precedenti, ritenendo la soluzione adottata idonea ad assicurare l’adeguatezza della pena concretamente applicata. La condanna è rimasta ferma; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Rilevato che David Ronsisvalle ricorre avverso la sentenza della Corte di appello di Catania che ha confèrmato la sentenza di primo grado che ha condannato l'imputato per il delitto di cui all'art. 495, comma 1, cod. pen.
La norma individua il reato per il quale è stata confermata la condanna; la decisione in cassazione non esamina nel merito la configurabilità del reato.
Massime di principio
- La valutazione del giudice di merito sulla riduzione della pena e sul riconoscimento delle attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva è discrezionale e non è sindacabile in cassazione quando non sia arbitraria e sia sostenuta da una motivazione sufficiente, lineare e non manifestamente illogica.
- La motivazione sulla scelta del trattamento sanzionatorio può fondarsi sulla valutazione complessiva della condotta delittuosa e dei precedenti dell’imputato, se tali elementi sono utilizzati per spiegare l’adeguatezza della pena applicata in concreto.
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