Cassazione Penale, Ordinanza n. 23253/2026 del 24/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso era proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma. L'unico motivo deduceva la mancanza di motivazione in ordine alla determinazione della misura dell'aumento di pena per la continuazione tra reati. La doglianza sosteneva, in sostanza, che la Corte territoriale non avesse adeguatamente spiegato il criterio seguito per quantificare gli aumenti relativi ai reati satellite. La Corte di cassazione ha però rilevato che i giudici di merito avevano applicato correttamente il principio secondo cui, nel reato continuato, il giudice deve individuare il reato più grave, fissare la pena base e motivare distintamente gli aumenti per ciascun reato satellite, con un livello di motivazione proporzionato all'entità degli aumenti e idoneo a verificare il rispetto dei limiti dell'art. 81 c.p. e l'assenza di un surrettizio cumulo materiale. Nel caso concreto, la Corte territoriale aveva giustificato la misura della pena valorizzando la gravità dei fatti, le modalità particolarmente violente dell'azione, la loro analogia con i reati precedenti e il ruolo rilevante dell'imputato.
Norme richiamate
Nel reato continuato il giudice deve rispettare i limiti legali dell'aumento di pena e motivare gli aumenti per i singoli reati satellite in modo da evitare un cumulo materiale surrettizio.
Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021, Pizzone, Rv. 282269
Il giudice, nel determinare la pena complessiva per reato continuato, deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e calcolare/motivare separatamente l'aumento per ciascun reato satellite.
Massime di principio
- In tema di reato continuato, la determinazione della pena complessiva richiede un percorso motivazionale distinto: individuazione del reato più grave, fissazione della pena base e specifica quantificazione degli aumenti per ciascun reato satellite.
- L'obbligo di motivazione sugli aumenti di pena è commisurato all'entità degli aumenti stessi: quanto più essi incidono sul trattamento sanzionatorio, tanto più la motivazione deve consentire il controllo sul rispetto del rapporto di proporzione tra le pene.
- La motivazione sulla continuazione è sufficiente quando permette di verificare che il giudice non abbia trasformato la continuazione in un cumulo materiale di pene e abbia rispettato i limiti dell'art. 81 c.p.
- È manifestamente infondato il motivo di ricorso che lamenta genericamente carenza di motivazione sulla pena in continuazione, se la sentenza di merito dà conto della congruità degli aumenti in relazione alla gravità dei fatti, alle modalità esecutive e al ruolo dell'imputato.
Come è indicizzato
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