Cassazione Penale, Sentenza n. 12061/2023 del 22/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p., sostenendo che l'elezione di domicilio effettuata all'atto della convalida dell'arresto presso il difensore d'ufficio provava la conoscenza del procedimento. Il ricorrente deduce violazione di legge (art. 161 c.p.p.) e vizio di motivazione: l'elezione di domicilio era riferita a un difensore sostituto nominato ex art. 97, comma 4, c.p.p., mentre gli atti avrebbero dovuto essere notificati al difensore d'ufficio originariamente nominato ex art. 97, comma 1. Si denuncia inoltre l'assenza di contatti effettivi tra imputato e difensore (il ricorrente venne scarcerato e affidato a una comunità senza avere notizia del procedimento), per cui le notificazioni eseguite presso lo studio del sostituto non dimostrano la conoscenza del processo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato; ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Catania per un nuovo esame della richiesta di rescissione, rilevando vizi motivazionali. La Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite e i principi secondo i quali l'elezione di domicilio e la nomina di difensore sono indici, non presunzioni assolute, e devono essere effettivi, seri e reali per fondare la dichiarazione di assenza. Ha affermato inoltre che la sostituzione del difensore non può far venir meno l'obbligo di notificare gli atti al difensore originario quando previsto e che le notificazioni al sostituto non sono automaticamente idonee a dimostrare la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.
Norme richiamate
Norma che disciplina la rescissione del giudicato; invocata quale titolo del ricorso per ottenere la rescissione della sentenza irrevocabile per mancata conoscenza del processo.
Regola le modalità di notificazione degli atti processuali; il giudice ha ritenuto che notifiche operate con le stesse modalità non siano automaticamente prova della conoscenza se l'elezione di domicilio non è effettiva.
art. 97, comma 1 e comma 4 cod. proc. pen.
Disciplina la nomina del difensore d'ufficio e la sostituzione di quest'ultimo. La Corte ha precisato che la sostituzione non elimina il rapporto con il difensore originario e che, pertanto, le notifiche dovrebbero essere riferite al difensore nominato ai sensi del comma 1 quando previsto.
artt. 420-bis e segg. cod. proc. pen.
Norme sul processo in assenza dell'imputato: il sistema richiede che l'imputato abbia effettiva conoscenza del processo; il giudice deve accertare concretamente tale conoscenza prima di procedere in sua assenza.
Sez. U, n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail Darwish)
Principio secondo cui dichiarazione/elezione di domicilio e nomina difensore sono indici e non presunzioni assolute; devono essere effettivi, seri e reali per provare la conoscenza del procedimento.
Sez. U, n. 28912 del 28/02/2019 (Innaro)
Chiarisce che la conoscenza richiesta riguarda il processo (vocatio in iudicium) e non solo la fase delle indagini preliminari.
Sez. 1, n. 27629 del 24/06/2021 (Ndreca)
Conferma che la nomina immediata di un difensore con elezione di domicilio, seguita da espulsione o allontanamento dell'imputato senza contatti stabili, non legittima l'assunzione della sua effettiva conoscenza del processo.
Sez. 6, n. 21997 del 18/06/2020 (Cappelli)
Ribadisce che l'elezione di domicilio nella fase delle indagini non è sufficiente quando non assicura la sicura conoscenza del procedimento.
Massime di principio
- La semplice elezione di domicilio o la nomina di un difensore nelle fasi iniziali non costituiscono di per sé prova sufficiente della conoscenza del processo: sono indici da valutare insieme ad altri elementi fattuali.
- Il giudice che dichiara valido il processo in assenza deve accertare concretamente l'effettiva, seria e stabile connessione tra imputato e luogo/difensore indicati come domicilio, per garantire la conoscenza della vocatio in iudicium.
- La sostituzione del difensore (nomina ex art. 97, comma 4) non può automaticamente sostituire le conseguenze della elezione di domicilio effettuata nei confronti del difensore originario; gli atti devono essere notificati secondo le regole e ai soggetti effettivamente destinatari.
- La prova dell'assenza di contatti concreti tra imputato e difensore (es. immediata scarcerazione e allontanamento/affidamento senza comunicazioni) pesa a favore della rescissione per mancata conoscenza del processo.
- In situazioni analoghe il rimedio utile è la verifica di tutti gli elementi concreti (contatti, notifiche effettive, stabilità del rapporto difensore-imputato, eventuali espulsioni o trasferimenti) e, se necessario, l'annullamento con rinvio per una nuova valutazione.
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