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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11143/2024 del 18/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della convalida del fermo e della misura cautelare per vizio di motivazione e violazione dell'art. 3840 cod.proc.pen.: si censura la ritenuta sussistenza del pericolo di fuga quale presupposto della convalida, atteso che l'indagato era noto alle vittime e alle forze dell'ordine intervenute; la sola affermazione dell'indagato circa l'intenzione di recarsi a Bologna e la temporanea impossibilità di rintracciarlo non costituirebbero elementi idonei a giustificare il fermo e la custodia cautelare.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. In motivazione ha riconosciuto l'interesse dell'indagato a impugnare la convalida del fermo ma ha precisato che il sindacato della Cassazione è limitato alla verifica di legittimità e coerenza logico-argomentativa dell'ordinanza di convalida; il giudice di merito aveva adeguatamente valutato gli elementi indicativi del pericolo di fuga (tra cui il proposito manifestato dall'indagato a più persone di allontanarsi da Petrosino e le difficoltà nel rintracciarlo), con argomentazione ritenuta logica e congrua. Perciò il ricorso è stato respinto come inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma pari a euro tremila in favore della Cassa delle Ammende; disposti gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 3840 cod.proc.pen.

    Norma indicata dal ricorrente come violata in relazione alla convalida del fermo; la Corte non ha ritenuto che la presunta violazione comportasse l'ammissibilità del gravame, valutando invece la coerenza della motivazione del Gip

  • art. 657 cod. proc. pen.

    Richiamato per il principio di fungibilità della detenzione e della privazione della libertà subita senza titolo, a sostegno dell'interesse del fermato ad impugnare la convalida del fermo anche se è stata applicata misura cautelare

  • art. 111, comma secondo, Cost.

    Richiamato per i principi costituzionali relativi ai provvedimenti restrittivi della libertà personale e per giustificare l'interesse ad impugnare

  • art. 94, comma 1 ter, disp.att. cod.proc.pen.

    Norma richiamata per gli adempimenti a carico della cancelleria dopo la decisione della Corte

Massime di principio

  • La convalida del fermo può essere impugnata autonomamente anche se contestualmente è stata disposta una misura cautelare: l'interessato conserva un interesse concreto a ricorrere in Cassazione rispetto alla convalida.
  • La Corte di legittimità verifica la legittimità e la coerenza logico-argomentativa dell'ordinanza di convalida, ma non sindaca il merito delle valutazioni prognostiche del pericolo di fuga se queste sono supportate da una motivazione congrua.
  • Il pericolo di fuga è una valutazione prognostica discrezionale; può essere ritenuto fondato anche sulla somma di elementi circostanziali (es. propositi manifestati dall'indagato, difficoltà nel rintraccio) purché il giudice espliciti in modo logico il nesso tra fatti emersi e rischio di sottrazione alla giustizia.
  • In ricorsi simili è più efficace censurare carenze formali o logiche della motivazione del giudice (contraddizioni, mancanza di valutazione di elementi rilevanti) piuttosto che riesporre valutazioni di merito già compiute dal Gip.
  • La dichiarazione di inammissibilità comporta spesso condanna alle spese e, se prevista, all'irrogazione della sanzione pecuniaria; valutare la possibilità di proporre impugnazioni solo quando vi siano profili di diritto attentamente documentati.

Testo integrale

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