Cassazione Civile, Sentenza n. 1744/2025 del 24/01/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la decisione di revisione del valore doganale per importazioni 2014, censurando l'inclusione nel valore doganale di: commissioni di acquisto, costi di assistenza tecnica (TAC), costi per design e sviluppo, rimanenze e costi macchinari, diritti di licenza, e la legittimità delle sanzioni. In cassazione hanno dedotto violazioni di norme processuali (omessa pronuncia) e di norme doganali (art. 32 CDC e disposizioni DAC) relative all'applicabilità o esclusione di tali voci nel valore doganale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il secondo motivo con cui si lamentava l'erronea inclusione delle "commissioni di acquisto" nel valore doganale, ritenendo che la documentazione (Buying Agency Agreement) dimostrasse che l'intermediario agiva per conto dell'importatore e quindi la corrispondente somma doveva essere esclusa dal valore. Ha invece rigettato o dichiarato inammissibili gli altri motivi: il primo (omessa pronuncia) è infondato perché la CTR aveva esaminato le censure; il terzo, quarto e quinto motivi sono stati ritenuti inammissibili o infondati in quanto ricadenti in valutazioni di fatto riservate al giudice di merito o perché la CTR aveva correttamente applicato i criteri giurisprudenziali e comunitari (in particolare per i diritti di licenza la CTR aveva giustificato l'inclusione sulla base di più indicatori di controllo del licenziante sul produttore). Conseguentemente la sentenza è stata annullata (cassata) con rinvio al giudice del merito per nuovo esame limitato alla questione ritenuta fondata.
Norme richiamate
norma processuale richiamata nella censura di omessa pronuncia; la Corte ha ritenuto che la CTR avesse adeguatamente risposto alle censure di merito
art. 112 c.p.c.; art. 360 c.p.c., primo comma, n. 3
richiamati per i motivi di nullità e per i vizi dedotti in cassazione; la Corte ha applicato i limiti del sindacato di legittimità sulle valutazioni di fatto
Regolamento (CEE) n. 2913/1992 (Codice doganale - CDC)
art. 32, par. 1, lett. a) e lett. i) e lett. c)
stabilisce le voci da aggiungere al prezzo effettivo per determinare il valore in dogana; art.32.c disciplina l'aggiunta dei diritti di licenza se costituiscono condizione della vendita
Regolamento (CEE) n. 2454/1993 (Disposizioni di attuazione - DAC)
art. 157; art. 159; art. 160; allegato 23
fornisce condizioni e chiarimenti sull'inclusione dei diritti di licenza nel valore doganale e sul concetto di 'persone legate' e controllo
Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell'Unione - CDU)
artt. 69 e ss. (richiamato ratione temporis)
menzionato per il regime transitorio: non applicabile alle operazioni del 2014 ai fini della determinazione del valore doganale
Commento TAXUD/800/2002 (Commento n.11 e n.3)
esemplificazione degli indicatori di controllo (Commento n.11); punto 12 del Commento n.3
fornisce indicatori non vincolanti ma utili per valutare se il pagamento di diritti di licenza costituisce condizione di vendita in ragione di un potere di controllo/orientamento
Circolare Agenzia delle Dogane 16/D del 6.11.2015
indica che la Dogana deve valutare la natura dell'intermediario (commissionario d'acquisto vs mediatore) oltre la denominazione data dal dichiarante
Giurisprudenza Corte di Giustizia UE
C-173/15 GE Healthcare (9.3.2017); C-299/90 Hauptzollamt Karlsruhe (25.7.1991); C-529/16 Hamamatsu (20.12.2017)
fissano criteri per identificare le 'condizioni di vendita' (GE Healthcare), la distinzione tra commissione d'acquisto e mediatore (Hauptzollamt) e il principio che tutti i fattori economicamente rilevanti incidono sul valore doganale (Hamamatsu)
Testo unico delle leggi doganali
richiamato nella censura sulle sanzioni; la Corte ha ritenuto la questione inammissibile per mancata deduzione nel merito
Massime di principio
- La 'commissione d'acquisto' va esclusa dal valore in dogana se l'intermediario agisce per conto dell'importatore (anche se opera in nome proprio): l'onere della prova spetta all'importatore mediante contratti, pagamenti e corrispondenza.
- I diritti di licenza vanno aggiunti al valore doganale solo se tutte e tre le condizioni sono soddisfatte: (i) non inclusi nel prezzo pagato, (ii) riferiti specificamente alle merci da valutare, (iii) versati come condizione della vendita; per la terza condizione è necessario accertare l'esistenza di un legame o controllo (anche di fatto) fra licenziante e venditore/fornitore.
- Per valutare l'esistenza di controllo/legame tra licenziante e produttore va utilizzata la c.d. lista di indicatori (TAXUD), nessuno dei quali è decisivo da solo: la valutazione è complessiva e fattuale.
- Le interpretazioni contrattuali e le valutazioni di fatto (es. se una clausola determina una condizione di vendita, o la natura della merce campione vs vendita) sono decisioni riservate al giudice di merito e difficilmente sindacabili in cassazione salvo vizio di diritto o contraddittorietà della motivazione.
- La denominazione formale di un onere (es. 'commissione', 'fee', 'TAC') non è determinante: conta la sostanza economica e la funzione dell'operazione ai fini del valore doganale.
- Chi impugna l'accertamento doganale deve proporre censure specifiche e produrre elementi probatori documentali: censure generiche o tardive sulle sanzioni o sulla proporzionalità non sono efficaci se non dedotte e provate nel merito.
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