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Cassazione Civile, Ordinanza n. 13987/2026 del 13/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (difensore)

La controversia

La vicenda origina da un precedente giudizio di regolamento di competenza definito dalla Corte di cassazione con ordinanza n. 21337/2025, che aveva accolto il regolamento proposto da una società e aveva condannato la controparte alla rifusione delle spese di legittimità. Nel proporre il regolamento, il difensore della società vittoriosa aveva chiesto, ai sensi dell'art. 93 c.p.c., la distrazione delle spese in proprio favore, richiesta ribadita nella memoria illustrativa. Nell'ordinanza però, per un evidente errore materiale, era stata omessa l'attribuzione delle spese al difensore. Il ricorso nel presente procedimento non è un'impugnazione ordinaria, ma un'istanza di correzione dell'errore materiale volta a integrare la pronuncia sulle spese con la clausola di distrazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto che, in caso di omessa pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile sia il procedimento di correzione degli errori materiali ex artt. 287 e 288 c.p.c., e non un ordinario mezzo di impugnazione, poiché la richiesta di distrazione non costituisce domanda autonoma. Ha quindi disposto la correzione dell'ordinanza n. 21337/2025, ordinando l'inserimento, sia in motivazione sia nel dispositivo, della clausola di distrazione delle spese in favore dell'avvocato indicato in epigrafe. Ha inoltre precisato che non vi è luogo a provvedere sulle spese del procedimento di correzione, qualificato come procedimento di natura amministrativa e non giurisdizionale.

Norme richiamate

  • art. 93 c.p.c.

    istanza di attribuzione delle spese processuali relative al giudizio di cassazione

    la richiesta di distrazione delle spese può essere formulata dal difensore della parte vittoriosa e, se omessa per errore materiale, va successivamente integrata con correzione.

  • artt. 287 e 288 c.p.c.

    il rimedio per l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese è il procedimento di correzione degli errori materiali, non l'impugnazione ordinaria.

  • art. 391-bis c.p.c.

    la correzione può riguardare anche le pronunce della Corte di cassazione.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    ha regolato la trattazione camerale dell'istanza di correzione.

  • art. 196-quinquies, quinto comma, disp. att. c.p.c.

    in caso di provvedimento redatto in formato elettronico, occorre formare e inserire nel fascicolo informatico il documento contenente la copia del provvedimento corretto e di quello di correzione.

Massime di principio

  • L'omessa pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore integra un errore materiale correggibile ex artt. 287 e 288 c.p.c., anche quando l'errore provenga da una pronuncia della Corte di cassazione.
  • La domanda di distrazione delle spese non ha autonomia sostanziale tale da richiedere un'impugnazione ordinaria; il difensore distrattario deve ottenere l'integrazione del provvedimento mediante correzione, soluzione più rapida e funzionale alla formazione del titolo esecutivo.
  • Quando il provvedimento corretto è redatto in formato elettronico, la cancelleria deve predisporre il documento informatico recante sia il testo corretto sia il provvedimento di correzione, da inserire nel fascicolo informatico.
  • Nel procedimento di correzione degli errori materiali non si provvede sulle spese, poiché si tratta di un procedimento di natura amministrativa e non giurisdizionale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiNullità

Testo integrale

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