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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20543/2026 del 04/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Venezia che aveva confermato la condanna di primo grado per furto in abitazione ex art. 624-bis c.p. Il primo motivo ha dedotto violazione di legge per la pretesa nullità della sentenza di primo grado, sostenendo un insanabile contrasto tra dispositivo, intestazione e motivazione. Il secondo motivo ha censurato la decisione nella parte relativa alle pene sostitutive, lamentando l'illegittima revoca dell'ammissione ai lavori di pubblica utilità e, in sostanza, la mancata applicazione di una misura sostitutiva più favorevole. La Corte rileva che la difformità tra dispositivo letto in udienza e dispositivo riportato in calce alla motivazione non integra nullità, trattandosi semmai di errore materiale sanabile, nel caso concreto già corretto. Quanto al secondo motivo, la Corte osserva che la revoca della pena sostitutiva è stata sorretta da un giudizio prognostico sfavorevole, fondato sulla gravità del fatto e sulla pericolosità del soggetto, valutazione di merito non sindacabile in cassazione e idonea a giustificare l'applicazione della pena detentiva residuale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo indeducibile perché la difformità tra dispositivo letto in udienza e quello riportato nella sentenza non comporta nullità, essendo sanabile mediante correzione dell'errore materiale, che nel caso concreto era intervenuta. Ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato, perché la revoca dei lavori di pubblica utilità era stata motivata da un giudizio di prognosi sfavorevole, legato alla gravità del fatto e alla pericolosità dell'imputato, e dunque da una valutazione di fatto non censurabile in sede di legittimità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624-bis c.p.

    La sentenza di merito confermata in appello riguardava il reato di furto in abitazione.

  • art. 133 c.p.

    Richiamato implicitamente nel giudizio sulla gravità del fatto ai fini della prognosi sfavorevole e dell'inidoneità della pena sostitutiva.

  • norme sulle pene sostitutive

    La Corte ritiene legittima la revoca dell'ammissione ai lavori di pubblica utilità quando la valutazione concreta di gravità del fatto e pericolosità del soggetto renda la misura inidonea alla finalità rieducativa.

  • art. 624-bis c.p.p.

    La norma non è citata; il testo indica solo il reato ex art. 624-bis c.p.

Massime di principio

  • La difformità tra il dispositivo letto in udienza e quello riportato in calce alla motivazione non determina nullità della sentenza quando il dispositivo di udienza è comunque individuabile e la divergenza è emendabile come errore materiale.
  • L'errore materiale nella redazione della sentenza può essere corretto con gli strumenti appositi e non comporta automaticamente invalidità dell'intero provvedimento.
  • La revoca o il diniego di una pena sostitutiva è legittimo quando il giudice di merito fondi la decisione su una prognosi sfavorevole ragionevolmente motivata, basata su gravità del fatto e pericolosità dell'imputato.
  • Le valutazioni di fatto non manifestamente illogiche sulla pericolosità del condannato e sulla concreta idoneità della pena sostitutiva non sono sindacabili in sede di legittimità.
  • Se i motivi di ricorso si risolvono in censure manifestamente infondate o in deduzioni non idonee a integrare una reale violazione di legge, il ricorso è dichiarato inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMisure alternative
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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