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Sentenza

Sentenza n. 980/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento - del provvedimento emesso dal Questore della Provincia di Milano, nr. Prot. -OMISSIS- del 24/11/2022, notificato in data 04/04/2023 recante il rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno; - di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali;

Giustizia amministrativa202301305

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, fondato sulla pericolosità sociale della richiedente

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, deducendo difetto di istruttoria e di motivazione. Ha sostenuto che l'Amministrazione non avesse adeguatamente considerato lo svolgimento di attività lavorativa, quale indice di integrazione sociale, né l'esigenza di tutelare gli interessi familiari derivanti dall'allegata convivenza con un cittadino italiano. Il diniego era fondato su una condanna alla pena di due anni e otto mesi di reclusione, confermata in appello, per reati commessi ai danni del compagno convivente, nonché sulle misure cautelari applicate, sul ripristino della custodia cautelare dopo un'evasione, sulla reiterazione di condotte violente, su una successiva notizia di reato per lesioni personali e sulla revoca, con efficacia ex tunc, dell'affidamento in prova ai servizi sociali per nuovi fatti a matrice violenta astrattamente qualificabili come resistenza a pubblico ufficiale.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso ritenendo infondate le censure. Il giudizio di pericolosità sociale è stato reputato sorretto da risultanze istruttorie documentate e da una motivazione idonea a rendere percepibili le ragioni fattuali e giuridiche del diniego. La gravità, reiterazione e natura violenta delle condotte, anche maturate in ambito familiare, unitamente al comportamento tenuto durante l'esecuzione della pena e delle misure cautelari, sono state ritenute incompatibili con la tesi dell'integrazione sociale e sufficienti a sostenere la valutazione amministrativa di pericolosità. Il giudice ha rilevato che l'Amministrazione aveva esaminato anche le esigenze familiari, ma le ha ritenute recessive rispetto alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e alla prevenzione criminale. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • artt. 94 e 572 c.p.

    Le condotte oggetto della condanna penale sono state valorizzate quali elementi concreti della pericolosità sociale della richiedente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati personali.

Massime di principio

  • Il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per pericolosità sociale è legittimo quando si fonda su risultanze istruttorie documentate e su una motivazione che esponga in modo comprensibile gli elementi fattuali e giuridici posti a base della valutazione.
  • La reiterazione di gravi condotte violente, comprovata da condanne penali, misure cautelari, violazioni delle prescrizioni e ulteriori fatti penalmente rilevanti, può integrare un quadro complessivo idoneo a dimostrare la pericolosità sociale dello straniero e la mancata integrazione nel tessuto sociale.
  • Lo svolgimento di attività lavorativa e l'allegata convivenza con un cittadino italiano non impongono il rinnovo del permesso di soggiorno quando, all'esito di una valutazione concreta, le esigenze di integrazione e familiari risultino recessive rispetto alle esigenze di ordine e sicurezza pubblica e di prevenzione criminale.
  • Nel valutare la pericolosità sociale ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, l'Amministrazione può considerare unitariamente la gravità e reiterazione dei fatti, la loro matrice familiare, il comportamento tenuto durante l'esecuzione della pena e delle misure cautelari e la commissione di ulteriori condotte violente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieLegami familiari e radicamentoDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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