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Sentenza

Sentenza n. 1416/2026 - Salerno, Sezione 1

per l'ottemperanza alla sentenza n. 810/2025 emessa dal Tribunale di Avellino, sezione Lavoro, nel procedimento r.g. 3158/2023 in data 26.9.2025, pubblicata in pari data, notificata ai fini dell’esecuzione in data 29.6.2025, passata in giudicato per mancata impugnazione in data 29.10.2025.

Giustizia amministrativa202600906

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione, da parte del Ministero, della sentenza del Tribunale di Avellino che lo aveva condannato al risarcimento del danno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Avellino, sezione Lavoro, passata in giudicato per mancata impugnazione. La pronuncia aveva condannato il Ministero al pagamento, in favore del ricorrente, di una somma pari a tre mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, oltre al maggiore importo tra interessi legali e rivalutazione monetaria, con decorrenza dal 13 novembre 2023 fino al saldo. Nonostante la notifica della sentenza e il decorso di 120 giorni, il Ministero non aveva effettuato alcun pagamento. Il ricorrente ha quindi chiesto l'accertamento dell'inottemperanza, l'assegnazione di un termine per il pagamento, la nomina di un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inadempimento e la condanna alle spese. Il Ministero si è costituito senza articolare difese né provare l'avvenuto adempimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti i presupposti dell'ottemperanza poiché il giudicato imponeva un'obbligazione pecuniaria e l'Amministrazione non aveva provato di averla adempiuta. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato e di pagare le somme dovute, comprensive degli interessi sino al soddisfo, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore dell'Ufficio centrale di bilancio presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito, con facoltà di delega, assegnandogli 60 giorni dalla scadenza del termine concesso all'Amministrazione. Il compenso del commissario sarà determinato, ove necessario, con distinta ordinanza. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 1.000 oltre accessori, contributo unificato e distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di persistente inerzia, un commissario ad acta.

  • art. 37 c.p.a.

Massime di principio

  • In sede di ottemperanza a un giudicato che impone alla pubblica amministrazione il pagamento di una somma di denaro, l'Amministrazione deve dimostrare l'avvenuto adempimento; in mancanza di tale prova, il giudice può accertare l'inottemperanza e ordinare il pagamento delle somme dovute, comprensive degli accessori previsti dal giudicato fino al soddisfo.
  • Quando l'Amministrazione non esegue spontaneamente il giudicato, il giudice dell'ottemperanza può assegnarle un termine per adempiere e, per l'eventuale ulteriore inerzia, nominare un commissario ad acta incaricato di compiere in via sostitutiva tutti gli adempimenti necessari all'esecuzione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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