Sentenza n. 10437/2026 - Roma, Sezione 3B
per l'ottemperanza della Sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio n. 6072, pubblicata il 25 marzo 2025, passata in giudicato per mancata impugnazione da parte dell'Amministrazione in data 25 ottobre 2025, ai fini del riconoscimento del titolo di abilitazione su posto comune conseguito dalla ricorrente in Romania.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 6072/2025, che aveva annullato il rigetto della richiesta di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Romania
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza deducendo che il Ministero dell'Istruzione e del Merito non aveva dato esecuzione alla sentenza del TAR Lazio n. 6072/2025, passata in giudicato per mancata impugnazione, con la quale era stato accolto il ricorso contro il rigetto della richiesta di riconoscimento del titolo abilitante all'insegnamento conseguito in Romania. In particolare, l'Amministrazione non aveva riesaminato la posizione della ricorrente né adottato un nuovo provvedimento conseguente all'annullamento dell'atto precedente. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza fornire chiarimenti sull'adempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza, rilevando che, a fronte dell'inadempimento allegato, l'Amministrazione non aveva fornito alcuna indicazione circa la corretta esecuzione del giudicato e non aveva adottato il provvedimento conseguente all'annullamento del precedente diniego. Ha quindi dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esecuzione alla sentenza n. 6072/2025 entro 120 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Per l'eventuale inosservanza, ha nominato quale Commissario ad acta il direttore generale del Ministero competente per materia, senza facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli un ulteriore termine di 120 giorni decorrente dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione e previa richiesta della ricorrente. L'Amministrazione e il Commissario dovranno conformarsi ai principi eurounitari di ragionevolezza e proporzionalità e ai principi enunciati dalle sentenze dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nn. 18, 19, 20, 21 e 22 del 28-29 dicembre 2022. Il Ministero è stato condannato al pagamento di euro 800,00 oltre accessori, nonché al rimborso del contributo unificato.
Norme richiamate
Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di persistente inerzia, un Commissario ad acta.
Il termine di 120 giorni è assegnato all'Amministrazione per dare esecuzione al giudicato; il testo non collega espressamente tale termine all'articolo, ma lo indica nel dispositivo della sentenza.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l'Amministrazione che non dimostri di avere riesaminato la posizione dell'interessato e adottato il provvedimento conseguente a una sentenza di annullamento deve essere condannata a dare esecuzione al giudicato entro il termine assegnato dal giudice.
- In caso di persistente inerzia dell'Amministrazione oltre il termine fissato nella sentenza di ottemperanza, il giudice può nominare sin dalla decisione un Commissario ad acta, attribuendogli il compito di adottare gli atti necessari all'esecuzione del giudicato allo scadere del termine assegnato e previa richiesta dell'interessato.
- L'attività di esecuzione del giudicato relativa al riconoscimento di un titolo abilitante conseguito in un altro Stato membro dell'Unione europea deve conformarsi ai principi eurounitari di ragionevolezza e proporzionalità e ai pertinenti principi elaborati dalla Corte di giustizia dell'Unione europea e dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.
Come è indicizzato
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