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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10384/2025 del 14/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso la conferma della condanna pronunciata dalla Corte di appello di Roma (in appello dal Tribunale di Tivoli) per i reati ascritti nei capi A) e B). I motivi: 1) nullità per omessa considerazione del legittimo impedimento del difensore all'udienza del 17/06/2024, documentato con certificato di degenza del 16/06/2024; 2) vizio di motivazione e falsa applicazione della legge penale con riguardo alla affermazione di responsabilità, contestando la valutazione delle prove (in particolare la testimonianza della teste Chirica e la dinamica che avrebbe dimostrato la caduta accidentale del carabiniere) e l'elemento psicologico del reato di resistenza; 3) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e congruità della pena; 4) illegittima revoca d'ufficio della sospensione condizionale della pena, nonostante tale circostanza fosse nota al primo giudice.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo in parte. Primo motivo (impedimento del difensore): infondato, perché la certificazione trasmessa indicava solo la degenza del 16/06/2024 senza specificare durata o formulare una motivata istanza di rinvio, perciò la Corte d'appello non era obbligata a rispondere. Secondo e terzo motivo: rigettati come deduzioni generiche di fatto rispetto al doppio conforme accertamento della condotta violenta e alla generica formulazione dell'appello. Quarto motivo: accolto. La revoca d'ufficio della sospensione condizionale della pena disposta dalla Corte di appello è stata ritenuta illegittima in violazione del principio devolutivo e dell'art. 164, comma 4, cod. pen., essendo la causa ostativa non valutata dal primo giudice e non oggetto dell'impugnazione; pertanto la revoca è stata annullata senza rinvio. Conseguenza: annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente alla revoca della sospensione condizionale della pena; per il resto il ricorso è rigettato.

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    Articolo indicato come riferimento per il capo A); la Corte non ha modificato la valutazione di base relativa alla fattispecie contestata.

  • artt. 582, 585, 576, 61 n. 2 cod. pen.

    Norme richiamate per i reati ascritti nei capi B); la Suprema Corte ha ritenuto sussistenti, in base al doppio conforme accertamento, gli elementi della condotta violenta contestata.

  • art. 164, comma 4, cod. pen.

    Interpretato nel senso che la revoca della sospensione condizionale della pena da parte del giudice d'appello è illegittima quando si fonda su una causa ostativa ignota al giudice di primo grado e non era oggetto dell'impugnazione, essendo precluso al giudice d'appello, in ossequio al principio devolutivo, di esercitare il potere di revoca d'ufficio senza che il punto sia stato devoluto all'esame.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 36460 del 30/05/2024 (Zangari, Rv. 287004)

    Precedente richiamato per confermare il principio secondo cui la revoca d'ufficio della sospensione condizionale da parte dell'appello è illegittima se la causa ostativa era ignota al primo giudice e l'appello non è stato investito della questione.

Massime di principio

  • Un certificato di degenza del difensore non è di per sé sufficiente a ottenere il rinvio: è necessaria una esplicita e motivata istanza di rinvio con indicazione della durata e delle ragioni dell'impedimento.
  • La Corte d'appello non è obbligata a rispondere a una mera comunicazione di degenza priva di richiesta formale di rinvio; la mancata risposta non costituisce automaticamente motivo di nullità.
  • Le deduzioni meramente critiche o ricostruzioni alternative dei fatti sono difficilmente accolte in Cassazione: i censure di fatto devono essere articolate e mostrare specifici vizi logici o di diritto nella motivazione per superare il doppio conforme accertamento.
  • Il principio devolutivo impedisce al giudice d'appello di decidere d'ufficio su questioni non sottoposte con l'impugnazione: la revoca della sospensione condizionale è illegittima se fondata su circostanze non valutate dal primo giudice e non prospettate in appello.
  • Per ottenere il riconoscimento delle attenuanti generiche in sede di appello o cassazione è necessario che il motivo di gravame sul punto sia formulato in modo specifico e non soltanto in termini generici.

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