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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10314/2025 del 14/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del diniego delle attenuanti generiche e della dissociazione attuosa (art. 416-bis.1, comma 3 c.p.) contestando la presunta carenza, illogicità e contraddittorietà della motivazione della Corte d'appello in ordine alla non spontaneità e alla genericità della confessione/amnistia del ricorrente; il ricorrente sosteneva che le ammissioni, iniziate dal 2015, dimostravano un reale percorso di dissociazione e resipiscenza, meritevole delle attenuanti

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso come infondato, confermando la sentenza di condanna emessa dalla Corte d'assise d'appello di Napoli: Notturno condannato a 30 anni di reclusione (con pene accessorie) per omicidio aggravato dal metodo e dalla finalità mafiosa. La Cassazione ha ritenuto che la confessione non abbia apportato elementi nuovi, sia stata resa dopo la misura cautelare con conoscenza delle dichiarazioni dei collaboratori, avesse contenuto generico e parziale (sminuendo il proprio ruolo) e pertanto non dimostrasse spontaneità né resipiscenza; ha altresì ritenuto legittima la diversa valutazione favorevole al coimputato basata su diverse modalità e contenuti confessori

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 110

    Richiamato come fondamento della responsabilità per concorso di persone nel reato (condotta collegata tra più partecipanti)

  • Codice penale, art. 112

    Richiamato nell'ambito della qualificazione della partecipazione al fatto (uso in combinazione con gli altri articoli citati per descrivere i reati contestati)

  • Codice penale, art. 575

    Norma base per il reato di omicidio, applicata per la contestazione dell'uccisione della vittima

  • Codice penale, art. 577

    Richiamato in relazione a circostanze aggravanti connesse all'omicidio (valutazione di specifiche aggravanti previste dal codice)

  • Codice penale, art. 416-bis.1

    Usato sia per valutare la sussistenza dell'aggravante di stampo mafioso (metodo e finalità) sia per la valutazione negativa dell'attenuante della dissociazione attuosa: la corte ha ritenuto provata la finalità e il metodo mafioso e negata la dissociazione per mancanza di spontaneità e di apporto probatorio della confessione

  • Legge n. 8479/1974, artt. 12 e 14

    Richiamata nei capi di imputazione connessi all'uso di armi (norme richiamate per le conseguenze penali correlate all'impiego di strumenti d'offesa)

  • Codice penale, art. 133, comma secondo, n. 3

    Richiamato dalla giurisprudenza citata: la confessione giudiziale ha rilevanza mediata ai fini delle attenuanti generiche e va valutata per la sua incidenza effettiva sulla capacità a delinquere; la Corte ha applicato questo principio escludendo le attenuanti quando la confessione appare strumentale

Massime di principio

  • La confessione resa dopo l'applicazione di misure cautelari e quando l'imputato ha conoscenza delle dichiarazioni dei collaboratori è meno probabile venga considerata spontanea e, da sola, non basta a costituire attenuante per dissociazione
  • Per ottenere le attenuanti generiche e/o la dissociazione attuosa è necessario che la confessione apporti elementi nuovi, specifici e coerenti che dimostrino reale resipiscenza e una effettiva riduzione della pericolosità sociale
  • La valutazione delle attenuanti è rimessa al giudice di merito: la Cassazione controlla solo la logicità e l'assenza di contraddizioni della motivazione, non sostituisce il giudizio di fatto
  • Differenze di trattamento tra coimputati sono legittime se motivate sulla base di comportamenti confessori e processuali concretamente diversi (tempestività, dettaglio, utilità probatoria)
  • Le dichiarazioni concordanti di più collaboratori di giustizia, se ritenute credibili, possono costituire prova sufficiente a fondare la condanna anche in presenza di confessioni generiche dell'imputato
  • L'aggravante mafiosa richiede la verifica sia del metodo (ferocia, platealità, indurre omertà) sia della finalità (agevolazione del clan): la loro sussistenza legittima l'aggravamento di pena

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