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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02567/2026 del 22/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di riesame del sequestro preventivo di tre veicoli (due Mercedes e una Fiat) disposti dal GIP di Verona ai sensi dell'art. 388, comma 7, c.p.p., per non avere consegnato i mezzi all'Istituto Vendite Giudiziarie nonostante la nomina a custode giudiziario. Il ricorrente deduceva l'insussistenza del periculum in mora e la carenza di specifica motivazione circa l'asserita causa di forza maggiore: i veicoli sarebbero strumentali all'attività lavorativa e al mantenimento suo e della famiglia; inoltre sosteneva che il contrassegno comunale per il trasporto disabili attesterebbe l'effettiva necessitaà d'uso.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso in cassazione inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità contro ordinanze di sequestro è limitato a violazioni di legge, errores in procedendo o a carenza di motivazione che renda incomprensibile l'itinerario logico; nel merito il Tribunale aveva constatato la mancata ottemperanza all'intimazione di consegna entro dieci giorni, l'assenza di allegazioni probatorie a sostegno della necessità lavorativa dei veicoli, l'inidoneità del solo contrassegno comunale a provare un effettivo uso per disabili e il fatto che l'opposizione in sede civile non sottrae all'obbligo di consegna. Ha inoltre ritenuto provato il periculum in mora per il rischio di deterioramento, dispersione o alienazione dei beni. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 388, comma 7, codice di procedura penale

    presente nel testo della sentenza come norma applicata al caso (reato per omissione di consegna di beni di cui si è custode giudiziario)

    La norma sanziona l'omissione di consegna da parte del custode giudiziario; il decreto di sequestro trova fondamento anche quando il custode non ottempera agli obblighi di consegna, integrando il fumus commissi delicti.

  • Principio di ammissibilità del ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro (Sez. U., n. 25932 del 29/05/2008; Sez. 2, n. 49739 del 10/10/2023)

    citazioni giurisprudenziali riportate nell'ordinanza

    La Corte ricorda che il ricorso in cassazione contro ordinanze cautelari è ammesso soltanto per violazione di legge, errores in procedendo o per assenza/carenza della motivazione tale da rendere incomprensibile l'itinerario logico-giuridico seguito dal giudice.

Massime di principio

  • La nomina a custode giudiziario comporta l'obbligo di consegna dei beni nei termini indicati: l'inottemperanza può integrare il reato previsto dall'art. 388 c.p.p.
  • La deduzione che un bene sia 'strumentale' all'attività lavorativa o al mantenimento della famiglia deve essere adeguatamente documentata in giudizio; mere affermazioni non sono sufficienti.
  • Un contrassegno amministrativo (per es. per trasporto disabili) non prova automaticamente un uso effettivo o la sussistenza di una reale necessitaà esente da obblighi di consegna.
  • La proposizione di un'opposizione in sede civile non sospende automaticamente gli obblighi disposti nell'ambito del procedimento penale o cautelare, salvo che non sia ottenuto specifico provvedimento sospensivo.
  • Il periculum in mora può essere desunto dalla concreta possibilità che il custode, avendo ancora la disponibilità dei beni, li deteriori, disperda o alieni; il giudice può valutare questo rischio anche in mancanza di prova diretta di condotte illecite precedenti.
  • In cassazione il sindacato sul merito dei fatti e delle prove è assai limitato: chi impugna deve puntare su vizi di legge, errori procedurali o motivazioni manifestamente carenti o contraddittorie.
  • Per evitare l'aggravio di responsabilità penale e sanzioni economiche, chi è nominato custode dovrebbe adempiere alle ingiunzioni di consegna o, se impossibilitato, chiedere tempestivamente misure alternative (sostituzione del custode, deposito, garanzie) e fornire prove documentali a sostegno di eventuali eccezioni di necessità o forza maggiore.

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