Cassazione Civile, Sentenza n. 3120/2021 del 09/02/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva ritenuto illegittimo il licenziamento per giusta causa intimato da Air Italy al pilota Andrea Banaudi. La questione principale riguardava la qualificazione del rapporto di lavoro che il lavoratore aveva instaurato, durante il periodo di cassa integrazione, con Qatar Airways: la Corte d'appello aveva qualificato quel rapporto come a tempo determinato, escludendo quindi la sussistenza di un nuovo rapporto a tempo indeterminato e la falsità delle comunicazioni svolte dal lavoratore al datore di lavoro; Air Italy deduceva invece che si trattasse di un rapporto a tempo indeterminato, con conseguente violazione degli obblighi di correttezza, informazione e fedeltà e con possibile integrazione della giusta causa di licenziamento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale di Air Italy, cassando la sentenza della Corte d'appello e rinviando la causa alla Corte d'appello di Milano in diversa composizione. La Cassazione ha ritenuto che, alla luce degli elementi di fatto accertati, il rapporto con Qatar Airways debba essere qualificato come a tempo indeterminato (mancando nel contratto un termine fissato dalle parti e la legge qatariota non imponendo in modo automatico un termine sostitutivo). Ne consegue che la Corte d'appello dovrà riesaminare, in applicazione dei criteri di gravità, intenzionalità e proporzionalità, se sussista la giusta causa di licenziamento; se la giusta causa non risulterà provata, dovrà valutare l'applicabilità della reintegrazione ai sensi dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (comma 4) ovvero, in difetto, la tutela risarcitoria (comma 5). Il ricorso incidentale del lavoratore è stato dichiarato assorbito.
Norme richiamate
La Corte interpreta la norma sulla giusta causa come clausola elastica che richiede integrazione mediante criteri (gravità, legame fiduciario, proporzionalità della sanzione). La valutazione concreta è rimessa al giudice del merito, ma la corretta individuazione dei parametri integrativi è sindacabile in sede di legittimità
Riferito come principio generale di diligenza e correttezza nei rapporti contrattuali: rileva nei giudizi sul comportamento del lavoratore (dovere di diligenza e di correttezza nelle comunicazioni verso il datore)
Riferito ai doveri di buona fede nella fase della formazione del contratto e nell'esecuzione: utile per valutare la lealtà delle comunicazioni del lavoratore e la conformità delle condotte negoziali
Obblighi del prestatore di lavoro verso l'organizzazione aziendale: la Corte ha richiamato questo articolo per sottolineare l'obbligo del lavoratore di fornire informazioni corrette funzionali alla disciplina del lavoro
Divieto di concorrenza e dovere di protezione degli interessi dell'impresa: evocato come parametro per valutare la sussistenza di comportamenti pregiudizievoli per l'impresa anche durante periodi di sospensione
art. 6, art. 14, art. 15 legge n. 281/1995
Norme richiamate nel contesto della disciplina della cassa integrazione e delle relative incompatibilità: utilizzate dalla ricorrente per sostenere l'incompatibilità tra fruizione della cassa integrazione e nuovo impiego a tempo pieno non predeterminato
art. 18 legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori)
Norma sulle tutele in caso di licenziamento illegittimo: la Corte richiama i commi 4 e 5 come criteri per decidere se applicare la reintegrazione (comma 4) o la tutela risarcitoria (comma 5), demandando alla Corte territoriale l'accertamento dei presupposti per la reintegrazione
art. 23 legge sul lavoro del Qatar
Richiamata dalla Corte d'appello come possibile indice di temporaneità del rapporto; la Cassazione osserva che la norma qatariota non è univoca né immediatamente precettiva nel senso di imporre automaticamente contratti a termine e pertanto non integra automaticamente una clausola di scadenza nel contratto negoziato fra le parti
Massime di principio
- In assenza di un termine espresso nel contratto, il rapporto di lavoro si qualifica, di norma, come a tempo indeterminato; la sola previsione di una facoltà di recesso o di una disciplina amministrativa esterna non è sufficiente a trasformarlo in contratto a termine
- Quando si invoca il diritto straniero il relativo contenuto deve essere allegato e provato dalla parte che lo richiama: il principio iura novit curia non vale per le leggi straniere
- La valutazione della sussistenza della giusta causa di licenziamento richiede un giudizio complessivo e parametrico (gravità, elemento soggettivo, nocumento all'impresa, posizione del lavoratore, proporzionalità della sanzione) che resta soprattutto di competenza del giudice del merito; tuttavia la qualificazione giuridica del contratto è sindacabile in Cassazione se incongrua rispetto agli elementi di fatto accertati
- Se il datore di lavoro denuncia mancate comunicazioni o falsità del lavoratore durante periodi di sospensione (es. cassa integrazione), spetta al giudice valutare se tali condotte ledono in modo grave l'elemento fiduciario da giustificare il licenziamento; la prova dell'inganno o della gravissima violazione è a carico del datore
- In caso di annullamento della decisione di merito sulla qualificazione del rapporto, il giudice rimettente deve riesaminare sia la sussistenza della giusta causa sia, in caso di sua esclusione, l'applicabilità delle tutele reintegratorie o risarcitorie previste dall'art. 18
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