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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 3118/2021 del 09/02/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La società aveva licenziato per giusta causa il dipendente (Primo Ufficiale) sostenendo che il Ghezzi avesse instaurato, durante il periodo di CIGS, un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con altra compagnia aerea (Pegasus) incompatibile con il mantenimento del rapporto con Meridiana e che avesse omesso le relative comunicazioni, inducendo l'azienda ad anticipare indebitamente trattamenti di integrazione salariale e violando obblighi di fedeltà e non concorrenza.

La decisione

Il Tribunale di Busto Arsizio aveva dichiarato illegittimo il licenziamento e ordinato la reintegrazione del lavoratore con risarcimento (12 mensilità). La Corte d'appello di Milano ha rigettato il reclamo della società confermando l'illegittimità del licenziamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Air Italy: ha ritenuto che il fatto contestato (instaurazione del rapporto con altro vettore e comunicazioni all'INPS) era stato effettivamente esaminato dai giudici di merito e che sussisteva una doppia conforme tra primo e secondo grado, impedendo la censura in cassazione. Sono state condannate la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio di legittimità (importo liquidato: euro 5.250,00 per compensi, maggiorazioni forfettarie del 15%, esborsi euro 200,00, oltre accessori) e, se dovuto, al versamento del contributo unificato secondo l'art.13 DPR n.115/02.

Norme richiamate

  • Codice di procedura civile - vizio per omesso esame di fatto decisivo

    La norma consente la cassazione per omesso esame di un fatto storico decisivo che risulti dagli atti e sia stato oggetto di discussione; qui la Corte ha ritenuto che il fatto era stato esaminato dalle corti di merito, perciò il vizio non sussiste.

  • Disposizione di riforma procedura civile (effetti sul ricorso per cassazione)

    art. 54 del D.L. 22.6.2012 n. 83 conv. in legge 7.8.2012 n. 134

    Ha riformulato l'art. 360 c.p.c. introducendo il vizio relativo all'omesso esame del fatto decisivo; richiamata per delimitare l'ambito di operatività del motivo di cassazione.

  • Codice di procedura civile - divieto di censura su fatti già decisi in modo conforme

    Preclude la proposizione in cassazione di questioni di fatto che siano state decise in modo conforme sia in primo che in secondo grado (cd. "doppia conforme"); applicata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso.

  • Codice civile - giusta causa e doveri contrattuali

    art. 2119; artt. 1175, 1375, 2104, 2105 c.c.

    Riferimenti invocati dalla ricorrente per sostenere la violazione dei doveri di diligenza, correttezza e fedeltà; la Corte ha ritenuto che l'azienda non abbia dimostrato che l'attività svolta altrove fosse concretamente incompatibile o dannosa per Meridiana.

  • Statuto dei lavoratori - tutela in caso di licenziamento illegittimo

    Richiamato per la tutela reintegratoria applicata dai giudici di merito, nel caso di illegittimità del licenziamento.

  • Norme sui contributi e spese processuali

    art. 13, comma 1 quater e comma 1 bis, DPR n. 115/02

    Norme utilizzate per la liquidazione delle spese di giudizio e per la determinazione dell'eventuale contributo unificato dovuto dalla ricorrente.

Massime di principio

  • Quando la disputa principale riguarda un fatto storico (p.es. instaurazione di un rapporto con altro datore o comunicazioni all'INPS), l'impugnazione in Cassazione per omesso esame ai sensi dell'art. 360 n.5 c.p.c. è possibile solo se il fatto non risulta effettivamente esaminato nei provvedimenti di merito; se il fatto è stato preso in considerazione e valutato, la censura è inammissibile.
  • Se primo e secondo grado hanno deciso la stessa questione di fatto nello stesso senso (doppia conforme), la Cassazione non ammette la riproposizione della questione di fatto, salvo che il ricorrente dimostri che le valutazioni di fatto dei due gradi sono diverse.
  • In controversie su licenziamento per presunta violazione dei doveri di fedeltà/compatibilità durante CIGS, il datore deve provare non solo l'esistenza del rapporto con altro datore ma anche la concreta incompatibilità o il danno/rilevanza dell'attività svolta rispetto al rapporto originario.
  • La prova di comunicazioni preventive all'INPS o del loro eventuale mancato invio è spesso decisiva nei casi di CIGS: documenti amministrativi che dimostrino la comunicazione possono sconfiggere la contestazione disciplinare.
  • È importante distinguere tra contestazione del fatto (comunicazione, assunzione) e valutazione giuridica del fatto (incompatibilità, violazione di doveri): il primo è valutato come fatto storico, il secondo è valutazione di diritto/valutativa soggetta al giudizio del merito.
  • Per resistere efficacemente a un ricorso in cassazione basato su fatto storico, il ricorrente di primo grado dovrebbe descrivere esplicitamente e in modo distinto le ragioni fattuali che hanno determinato le diverse decisioni di primo e secondo grado, affinché non si configuri la doppia conforme.

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