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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21663/2025 del 09/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione d'appello di conferma della condanna per furto aggravato è rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

La Corte di appello di Bari aveva confermato la condanna di primo grado per furto aggravato. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione tramite il difensore. Dal testo emerge che il primo motivo di ricorso riguardava le attenuanti generiche ed è stato ritenuto manifestamente infondato perché tali attenuanti risultavano già concesse dal giudice di primo grado. Il secondo motivo è stato dichiarato inedito, poiché non risultava dedotto nei motivi di appello riportati nella sentenza impugnata. La Corte ha quindi ritenuto il ricorso inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile il motivo di ricorso che censuri un punto già risolto favorevolmente per l'imputato nei precedenti gradi di giudizio, quando la doglianza non sia aderente alla reale decisione impugnata.
  • È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che introduca questioni nuove rispetto a quelle devolute in appello, se non risulta che la censura sia stata previamente proposta nel giudizio di merito.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, nei casi previsti, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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