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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32349/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente aveva subito custodia e carcerazione per fatti di detenzione di stupefacenti: arrestato l'11/01/2012, sottoposto ad arresti domiciliari e poi condannato con diverse sentenze e rideterminazioni della pena; sostenne di aver subito ingiusta detenzione per un periodo superiore alla pena poi definitiva e chiese l'indennizzo per il periodo in eccesso (indicando peraltro periodi alternativi: dal 12/07/2013 al 28/10/2014 o, in subordine, dal 06/03/2014 al 28/10/2014). La Corte d'appello aveva dichiarato inammissibile la domanda ritenendola tardiva, avendo fatto decorrere il termine biennale dalla data di scarcerazione (28/10/2014). Il ricorrente impugnava in Cassazione contestando l'individuazione del dies a quo e richiamando che la rideterminazione della pena emessa dal Tribunale in data 27/10/2014 era stata annullata e che la nuova rideterminazione divenuta definitiva risulta emessa il 05/08/2016 (ord. n. 76/14 divenuta inoppugnabile).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il motivo relativo all'art. 315 cod. proc. pen. e ha deciso che il termine biennale per proporre la domanda di riparazione decorre dalla data di inoppugnabilità del provvedimento che ha rideterminato la pena (nel caso di specie, la rideterminazione del 05/08/2016 divenuta inoppugnabile). Ne è conseguito che la domanda presentata il 22/02/2018 non è intempestiva. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'appello di Catanzaro per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 315 cod. proc. pen.

    "La domanda di riparazione deve essere proposta, a pena di inammissibilità, entro due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento o di condanna è divenuta irrevocabile, la sentenza di non luogo a procedere è divenuta inoppugnabile o è stata effettuata la notificazione del provvedimento di archiviazione alla persona ..."

    Il termine biennale decorre dalla definitività (irrevocabilità / inoppugnabilità) del provvedimento che ha inciso sulla situazione cautelare e sulla pena da espiare; nel caso di rideterminazione della pena in sede di esecuzione il dies a quo è la data di inoppugnabilità di tale provvedimento

  • Sez. 4, n. 20235 del 28/04/2010 (Alampi)

    "In tema di riparazione per l'ingiusta detenzione, il termine biennale di decadenza per la presentazione della domanda decorre dalla data di cessazione effettiva della custodia cautelare, qualora questa sia successiva al passaggio in giudicato della sentenza di proscioglimento."

    Giurisprudenza che aveva ritenuto, in fattispecie di perdurante custodia dopo sentenza assolutoria passata in giudicato, che il termine decorra dalla cessazione effettiva della custodia; la Corte nel caso concreto ha ritenuto questa pronuncia non applicabile alla fattispecie diversa esaminata

  • Sez. 4, n. 22566 del 30/01/2019 (Iacoboni)

    "Il termine biennale per proporre la domanda decorre dal giorno in cui la sentenza di non luogo a procedere sia divenuta inoppugnabile, da individuarsi, nel caso in cui avverso la stessa sia stato proposto ricorso per cassazione, nella data di deliberazione della sentenza della Corte e non in quella di deposito della motivazione."

    Principio su come individuare la data di inoppugnabilità quando è presente ricorso per cassazione: si prende la data di deliberazione della Corte di cassazione

  • Sez. 4, n. 14936 del 21/03/2019 (Innocenti)

    "Ai fini dell'ammissibilità della domanda di riparazione per l'ingiusta detenzione, il termine di due anni previsto dall'art. 315 ... decorre dalla data di irrevocabilità della sentenza di proscioglimento che, in caso di sentenza di annullamento senza rinvio della Corte di cassazione, deve identificarsi con la data dell'udienza."

    Chiarimento sul criterio di identificazione della data di irrevocabilità in ipotesi di annullamento senza rinvio; la Corte richiama questi precedenti per distinguere le diverse ipotesi di definitività

Massime di principio

  • Quando la controversia riguarda una rideterminazione della pena in sede di esecuzione, il termine biennale per la domanda di riparazione decorre dalla data in cui quel provvedimento diventa inoppugnabile/irrevocabile, non dalla data di scarcerazione se questa è intervenuta prima della definitività del provvedimento
  • Se il provvedimento di rideterminazione viene impugnato e successivamente annullato o riformato, va preso come dies a quo la data del provvedimento definitivo risultante dall'iter impugnatorio (la data in cui la decisione che regola lo stato restrittivo e la pena diventa definitiva)
  • Le pronunce che fanno decorrere il termine dalla cessazione effettiva della custodia sono applicabili solo se la situazione fattuale è quella in cui la custodia è perdurata dopo il passaggio in giudicato della sentenza favorevole (fattispecie diversa)
  • In sede di proposizione della domanda di riparazione è importante allegare e documentare lo stato di definitività/inoppugnabilità del provvedimento che ha inciso sulla pena o sulla custodia (sentenze, ordinanze di esecuzione, comunicazioni formali di inoppugnabilità)
  • In caso di dubbio sulla decorrenza del termine è opportuno chiedere al giudice competente un accertamento preliminare della data di definitività o ricorrere prima dell'eventuale scadenza dei termini per non incorrere in inammissibilità

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